Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
STORIA – La prima chiusura (1900)

STORIA – La prima chiusura (1900)

Fin dall’inizio però non tutto andò nel modo auspicato e ben presto comparvero le prime difficoltà. Dal numero di marzo 1900 de La Medicina Ermetica, nella rubrica “Notizie varie”, redatta da Kremmerz stesso, apprendiamo infatti che:

“Il conte di Cocconato lasciò la carica per passare a fondare un’Accademia con altro indirizzo scientifico materialista da cui siamo lontani molti milioni di chilometri”.

I contrasti e le incomprensioni interne all’Accademia di Napoli non dovettero costituire un episodio isolato, e poiché l’attività nella Fratellanza non procedeva nello spirito con cui e per cui era stata fondata, il 30 agosto del 1900 Kremmerz comunicò con una circolare la decisione di cessare le attività della Miriam.

Riguardo alle cause che lo portarono a prendere tale decisione, il Maestro scrive:

“Si cominciò con uno scarsissimo numero che parve grandissimo: i primi cominciarono il loro lavoro, le loro preghiere, l’esecuzione del loro rito – e continuarono fino a quando, lentamente, poco a poco, non andarono scemando di intensità e assiduità per mancanza del giusto concetto della cosa (come la chiama mirabilmente il Saint Martin) e perché i rapidi progressi che si aspettavano tardavano a comparire. Mentre avrebbero dovuto accrescere di amore e di intensità per gli ostacoli, si infiacchirono: gli anziani non divennero maestri e un decentramento necessario per dare vita, avvenire e sviluppo all’associazione nelle sue mansioni profane si è fatto aspettare invano. In modo che con assoluta mancanza di fondi, perché l’obolo della carità si è fatto attendere inutilmente, con la pigrizia nel lavoro spirituale continuo atto a mutare l’uomo bestia in uomo perfetto – è venuto il momento in cui tutto, lavoro materiale, spese, fastidi burocratici, è piombato sul solo gerente di questa organizzazione embrionale. Il periodico La Medicina Ermetica che doveva essere il portavoce dello sviluppo della Fraternità Mistica si è arenato privo di associati e la barca ha fatto acqua fino al punto in cui mi son creduto, per esser corretto, nel dover avvisare tutti coloro che gentilmente aderirono ad un nobile programma di carità, di umanità, di moralità e di scienza, che le funzioni organiche della fraternità nostra sono cessate e che a tempo migliore, quando più generosamente il Sole splenderà sulla nostra causa di Bene, riprenderemo le file già spezzate del nostro piccolo campo di osservazione”.

Queste dunque le motivazioni che portarono alla chiusura delle attività pubbliche della Fratellanza, cosa che tuttavia non significò necessariamente la cessazione del lavoro personale dei singoli iscritti. Infatti, oltre a queste amare considerazioni, Kremmerz dette anche raccomandazioni su come proseguire individualmente le pratiche:

“Cessando in tal guisa di funzionare come delegato generale della Fratellanza Ermetica, perché sospesa e disciolta nell’applicazione del suo programma, per insufficienza di quella fede che deve alimentare ogni Società a base di riti religiosi o magici, avviso tutti i fratelli che le preghiere della nostra regola, il loro rituale, le ore e gli accessori prescritti possono essere continuati come una pratica religiosa ermetica – specialmente nei tempi in cui l’uomo deve e desidera invocare l’aiuto di intelligenze divine nell’aspra lotta della vita spirituale con le esigenze della carne-organismo. Durante le epidemie, nei casi gravi di infermità la preghiera è il soccorso più sublime cui può ricorrere uno spirito addolorato. E le buone e sublimi intelligenze che hanno missione di alleviare o lenire le nostre pene, per il magnetismo della catena spirituale allacciato nel patto fondamentale della nostra regola, non saranno sorde alla voce sincera dei cuori fervidamente preganti”.

È bene far notare come il Maestro si soffermi sull’importanza di continuare a livello individuale i riti per l’ascenso di ciascun aderente, a prescindere dall’attività pubblica o meno della Fratellanza: tali consigli vanno considerati indicazioni preziose oggi come ieri e come sempre, tant’è che anche nella circolare del 1914 Kremmerz ripeterà le medesime raccomandazioni.

Lo stesso farà a suo tempo Giacomo Borracci quando in pieno conflitto bellico, poco prima di morire, inviterà i propri discepoli a continuare le loro orazioni quotidiane[1].


[1] Vedi capitolo “Dal 1930 al 1945”.