Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
Documenti – Circolare del 30/07/1900

Documenti – Circolare del 30/07/1900

Circolare della Delegazione Generale del Rito

Oggetto: Cessazione della Società Ermetica – Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam e della pubblicazione del suo Bollettino La Medicina Ermetica

Carissimi Signori e Fratelli in fede,

La lettera, che oggi a voi dirigo è un epilogo del mio lavoro di quattro anni, e per quanto a me riesce increscioso il farlo, ne sento il bisogno e il dovere, perché, libero da ogni impegno e di ogni responsabilità morale, io possa ritornare alla quiete ed alla tranquillità dei miei studii.

Prima una brevissima storia.

Nel 1897, nel dilagare delle dottrine materialiste fondamento di tutti gli studii filosofici delle scuole e delle università moderne, vero pervertimento dell’antico buon senso italico, io mi accinsi all’arduo lavoro di conciliare la tradizione del maraviglioso e la sua scienza mistica con i principii accettati della teoria dello esperimento come base di ogni credenza scientifica e certa.

Nel primo fascicolo del Mondo Secreto, seguendo gli studii e le esperienze di scienziati non mistici, non idealisti, non illusi, secondo l’espressione degli osservatori superficiali, tracciavo il quadro generale delle questioni vitali nella differenza e nella conciliazione possibile tra le due scuole filosofiche, la mistica o animista e la sensista o materialista. Nel 1898 e nel 1899 in due volumi del Mondo Secreto, edito dalla Libreria Detken e Rocholl di Napoli, cui vado debitore della solerzia e della geniale propaganda data ai miei scritti, esumai tutte le rancide e dimenticate teorie del simbolismo magico, cercando come meglio poteva, pedestremente, di dilucidarle e restituire al vocabolo MAGIA il suo significato primitivo di sintesi delle Scienze assolute. Non mi ingannai fino dal principio del mio lavoro sul successo iperbolico che la propaganda di tali studii disarmonizzanti con l’indirizzo pedagogico della scuola moderna avesse potuto ottenere – e la diffusione abbastanza rapida dei fascicoli da me scritti e compilati, io l’addebitai in gran parte all’amore pel nuovo, per l’inaudito, pel meraviglioso che in tutti i tempi attrae coloro che accarezzano i sogni filosofici più arditi. A diverse riprese avvisavo i leggitori cortesi che studiando nei libri di scienze morte, archeologici avvanzi di epoche sacerdotali, non si imparavano e compiere miracoli – ma che studiando la scienza dell’uomo si doveva educare il proprio ingegno, il proprio spirito e le forzo occulte dell’organismo umano a guardare, contemplare e comprendere la vita nella sua espressione più alte di moralità e di bene – in modo da migliorare prima sé stessi e poi di riverberare sulla società decadente nel pelago dei vizii dei sensi, la luce altissima che la concezione della Legge Eterna doveva emanare sull’ambiente sociale. Giacchè il miracolo più grande della magia è di restituire all’uomo che ne approfondisce le filosofia sintetica prima 1’uso cosciente di tutte le sue forze e poi la forza di produrre il bene nella società in cui vive.

Questo programma di vera e grande educazione spirituale e morale in una compagine sociale non scevra di vizii, elevati sull’altare come virtù e decantati come divinità innanzi a cui gli uomini che meglio passano per saggi si inchinano, non trovò terreno infecondo e posso consolarmi di avere con la mia opera aperta la mente ai buoni che mi hanno seguiti nella pubblicazione dei miei studii e di aver fatto un po’di bene Ma quando da ogni parte si gridava di voler vedere della filosofia occulta i miracoli palesi, chiamai a raccolta i meglio disposti e fondai la mistica Fratellanza Terapeutico-magica di Miriam, onde da un piccolo esempio di associazione spirituale potesse scaturire la pruova di una possibile organizzazione di carità, capace di compiere il miracolo nell’abnegazione per gli afflitti e nell’applicazione delle sole orze iperfisiche nascoste nell’organismo umano a beneficio degli ammalati e dei sofferenti che dalla medicina ordinaria non riuscirono ad ottenere sollievo. Questa Fratellanza, come tutte le associazioni prettamente spirituali, non domandava a chi vi si voleva ascrivere nè pecunia nè spese – domandava un credo, la esecuzione esatta di una regola spirituale – religiosa e l’assiduo interesse al costante sviluppo numerico dei suoi ascritti.

Si cominciò con uno scarsissimo numero olio parve grandissimo: i primi cominciarono il loro lavoro, le loro preghiere, la esecuzione del loro rito – e continuarono fino a quando, lentamente, a poco a poco, non andarono scemando di intensità e di assiduità e per mancanza di un giusto concetto della cosa (come la chiama mirabilmente il Saint Martin) e perché i rapidi progressi che si aspettavano tardavano a comparire. Mentre avrebbero dovuto accrescere di amore e di insistenza per gli ostacoli, si infiacchirono: gli anziani non divennero maestri e un decentramento necessario per dare vita, avvenire e sviluppo alla associazione nelle sue mansioni profane si è fatto aspettare invano. In modo else con assoluta mancanza di fondi, perché 1’obolo della carità si è fatto attendere inutilmente, con la pigrizia nel lavoro spirituale continuo atto a mutare l’uomo bestia in uomo perfetto – è venuto il momento in cui tutto, lavoro materiale, spese, fastidii burocratici, è piombato sul solo gerente di questa organizzazione embrionale. Il periodico La Medicina Ermetica che doveva essere il portavoce dello sviluppo della Fraternità Mistica si è arenata priva di associati e la barca ha fatto acqua tino al punto in cui mi son creduto, per esser corretto, nel dovere di avvisare tutti coloro else gentilmente aderirono ad un nobile programma di carità, di umanità, di moralità e di scienza, che le funzioni organiche della fraternità nostra soliti cessate e che a tempo migliore, quando più generosamente il Sule splenderà sulla nostra causa di Bene, riprenderemo le file già spezzate del nostro piccolo campo di osservazione.

Io non annunzio in termini volgari la dissoluzione della nostra Fratellanza terapeutica di Miriam – perché le associazioni a base di un ideale purissimo ed alto di spiritualità non si sciolgono come società commerciali. Tutti coloro che sono credenti nel Cristo sono fratelli in Cristo, e quelli che hanno l’idealità della Verità e della Scienza dello Spirito sono fratelli di fede in questa stessa maniera che lo sarebbero se associati materialmente in un fine comune da raggiungere. L’ideale che ci ha uniti è la Filosofia dello Spirito Umano nei suoi rapporti con la Concezione Divina di tutte le Religioni Classiche – è il Bene che se ne può trarre coree ricostituzione dell’Uomo esemplare nella sua Coscienza e nelle sue- azioni verso la famiglia umana – è la carità verso gli uomini e le creature non ancora atte allo sviluppo del proprio ego. Cessando le funzioni amministrative della Fratellanza nostra, nessuno degli ascritti, per quanto pigro nel compiere con esattezza un rito magico-religioso, vorrà rinunziare a nessuna parte, del programma che ci mantiene uniti, anche disciolti materialmente.

Socialmente vivemmo la vita delle farfalle. Poche ore di fronte ad una eternità immensa che cammina. Ma non abbiamo forse in questi brevi momenti parlato la parola della verità a gente che l’avrebbero ignorata per molto tempo ancora? Non abbiamo posato innanzi alle menti dei pensatori che ci hanno onorati della loro attenzione i problemi più ardui della mentalità magica? Siamo contenti di ciò e la piccola opera è meritoria innanzi all’avvenire della mente e della morale umana.

Cessando in tal guisa di funzionare come delegato generale della Fratellanza Ermetica, perché sospesa e disciolta nella applicazione del suo programmi, per insufficienza di quella fede che deve alimentare ogni Società a base di riti religiosi o magici, avviso tutti i fratelli che le preghiere della nostra regola, il loro rituale, le ore e gli accessori prescritti possono essere continuati come una pratica religiosa ermetica – specialmente nei tempi in cui 1’uomo deve e desidera invocare l’aiuto di intelligenze divine nell’aspra lotta della vita spirituale con le esigenze della carne-organismo. Durante le epidemie, nei casi gravi di infermità la preghiera è il soccorso più sublime cui può ricorrere uno spirito addolorato. E le buone e sublimi Intelligenze che hanno missione di alleviare o lenire le nostre pene, per il ‘magnetismo della catena spirituale allacciato nel patto fondamentale della nostra regola, non saranno sorde alla voce sincera dei cuori fervidamente preganti.

Ringraziando dal profondo dell’animo mio -coloro che mi aiutarono in questo santo esperimento di costituzione di una Fraternità che sparisce, prendendo commiato dai benevoli che mi furono cortesi del loro aiuto, io li incito a conservarsi sempre amanti del bene, della carità e della rettitudine. La via della rettitudine è la più facile che congiunga 1’uomo al Dio-Universo ed è la prova che Dio è un Bene, e che la Sua Grazia è una benedizione.

Giuliano Kremmerz