Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
STORIA – Nascita della Scuola Ermetica (1906)

STORIA – Nascita della Scuola Ermetica (1906)

Con una nuova circolare, datata 15 agosto 1906, Kremmerz annuncia la “ricostituzione della Fratellanza sotto una forma più stabile”. Egli aveva creato la Miriam con l’intenzione di fondare una vera e propria scuola di magia, ma le esperienze maturate in quegli anni lo convinsero della necessità di tornare a ribadire con forza il fatto che la terapeutica era mezzo e non fine, e che il vero obiettivo della Fratellanza era l’insegnamento e la trasmissione della Scienza Sacra, di cui l’Ordine era ed è custode perpetuo. D’altro canto Kremmerz queste cose le ha dette in modo esplicito fin dall’inizio della sua missione pubblica, basti citare un articolo apparso sul n. ii de Il Mondo Secreto (Febbraio 1898), dove ancora Kremmerz finge che l’apertura di una scuola italiana di magia sia un progetto in fieri mentre, come si è detto, la Scuola era già stata fondata quasi due anni prima:

“Ma se invece di parlare di sette si parla di scuole, credo che vi siano in Europa molti centri di studii. Non parlo dei maestri che non appaiono alla ribalta, solo quelli a me noti non sono pochissimi. Io stesso, dacché venuto dal Celeste Impero presi conoscenza delle fiorite sponde italiche, pensai che la ricostituzione della Scuola Italica Pitagorica potesse ritornare in vita. Lo pensai e il sogno mi allettò e… lo confesso, ancora mi alletta. Raccogliere i discepoli e parlar loro la parola della verità, con la semplicità e l’armonia della musica cantare il canto delle Sirene. Le quali la leggenda volle nelle acque di Partenope, mezzo donne e mezzo pesce, che cantavano per chiamare i naviganti raminghi e soffocarli nei vortici della voluttà — non lieto epilogo per gli smarriti dal diritto sentiero — ma certo non dubbio fine per coloro che più in dentro del ritmo non trovano la soluzione del malinconico problema dell’esistenza! Ma quando penso che si possa passare ai posteri come un fondatore di accademie sudo freddo!”.

In che misura la Fratellanza Terapeutico Magica e la Scuola Ermetica fossero una cosa sola nelle intenzioni di Kremmerz, lo si evince dalla sue seguenti parole:

“La Schola Hermetica prepara – e la preparazione per necessità storica non sarà breve – discepoli che potranno arrivare alla taumaturgia, se la taumaturgia non è una favola o un simbolo”[1].

Con ciò ci sta dicendo che non è neanche lontanamente pensabile poter giungere alla forma più alta di terapeutica magica, la taumaturgia, senza far parte di una Scuola che fornisca contestualmente le regole e le pratiche fondamentali dell’ascenso iniziatico. Se infatti da un lato la terapeutica magica è funzionale al cammino individuale, dall’altro senza la purificazione progressiva e sempre più profonda, che è la premessa e il fondamento indispensabile di qualsivoglia forma di ascenso iniziatico, taumaturghi non si diventa.

La terapeutica come strumento per poter giungere all’iniziazione e l’Alta Scienza per poter passare dalla normale terapeutica alla taumaturgia.

Per essere sempre più chiaro Kremmerz ritenne di porre ancor più in evidenza il fatto che la Fratellanza è prima di tutto una Scuola Ermetica, e per l’esattezza Schola Philosophica Hermetica Classica Italica, come sarebbe stato sancito in via definitiva dal sigillo adottato nel 1909.

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Per il momento comunque rimasero in vigore gli statuti approvati nel 1896, su cui poggiava l’intera organizzazione, così come, ovviamente, restarono invariati i principi sui quali si fondava la Fratellanza.

Di fatto questa “ricostituzione” si limitò ad adattamenti della struttura, in modo che essa offrisse un assetto più stabile dal punto di vista organizzativo. La sede fu momentaneamente trasferita in via degli Spagnoli 28 e Virginio Bernàrd, altamente stimato da Kremmerz, fu nominato Segretario del Delegato Generale:

“Segretario Generale Delegato alla propaganda è il Fr.X Virginio Bernàrd cui tutti gli ascritti sono pregati di far capo, indirizzando a lui lettere, domande od altro.

Il Fr.+ Bernàrd, coadiuvato all’occorrenza, da volenterosi anziani, curerà che la scuola abbia uno svolgimento razionale e graduale e che le iscrizioni dei nuovi studiosi sia proficua e realizzante.

Io, fondatore dell’opera, ne conserverò immutata la direzione scientifica e curerò di mantenere l’unità di insegnamento all’altezza che è propria alla iniziazione filosofica classica”.

Queste furono le intenzioni di Kremmerz nell’accingersi alla nuova fase.

Alla suddetta circolare ne venne allegata una seconda, redatta dal neo segretario generale, Virginio Bernàrd, indirizzata a tutti i fratelli iscritti alla Fratellanza.

Bernàrd, nel pieno delle proprie funzioni, scrisse e provvide ad inviare ai nuovi iscritti un Quaderno di istruzioni per i praticanti novizi, il cui contenuto fu approvato e sottoscritto dal Maestro. Si tratta di un documento di grandissimo valore iniziatico che merita di essere meditato da tutti i Fratelli e non solo dai praticanti novizi [2].

Come si evince dalla corrispondenza tra Kremmez e Bernàrd, quest’ultimo era sicuramente un appartenente al Grande Oriente Egizio, caso che non dovette essere né unico né limitato, poiché altri Fratelli, pur essendo già membri effettivi del G.O.E., furono o iscritti alla Miriam o invitati a partecipare alle attività della Scuola. Scrive a tal proposito Bernàrd in una lettera:

“Carissimo Fratello, Vi mando il programma della Scuola Ermetica e spero che sarà di vostro gradimento. Vi prego di accusarne ricevuta. Desidero la data di nascita, paternità e maternità vostra per completare le notizie che vi riguardano nel registro della Miriam, della quale vi considero elemento attivo, sebbene apparteniate al G.O.E.”.

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Quel “sebbene” si spiega col fatto che, in rapporto al proprio ascenso, non vi era alcuna ragione per cui un membro dell’Ordine dovesse chiedere di entrare a far parte della Miriam, avendo già a disposizione, e ad abundantiam, tutto ciò che gli occorreva. Dunque la ragione per cui taluni esponenti dell’Ordine vollero o furono invitati ad unirsi alla Miriam non fu per “ricevere” ma per “dare” qualcosa. Grazie alle conoscenze e alla luce iniziatica da essi raggiunte, non solo il loro aiuto diretto ma anche la loro semplice presenza in catena, per la legge dei vasi comunicanti, era sufficiente ad arrecare ai Fratelli di Miriam un sicuro giovamento per il loro cammino ermetico.

Così nel 1906 fu steso e diffuso il programma della Scuola Ermetica in cui vennero ribaditi i principi generali per l’applicazione della Medicina Ermetica, e vennero poste le basi per suddividere la Fratellanza in tre gradi: Aspiranti, Praticanti (novizi e anziani) e Maestri.

Fu inoltre ribadito in modo fermissimo il vincolo dell’assoluta riservatezza sia in ordine alle istruzioni ricevute che ai membri della Scuola, e vennero inoltre scoraggiate nella maniera più ferma tutte le associazioni lavorative o economiche tra gli iscritti, che comportassero circolazione di denaro o rapporti di affari, onde evitare che tra i Fratelli potessero nascere forme di malanimo. La trasgressione a queste regole comportava l’espulsione dal numero dei Fratelli con la perdita del progresso raggiunto.

Sebbene il Maestro abbia sempre sconsigliato di agire in tal senso, alcuni suoi discepoli vollero creare tra loro imprese di carattere economico che, anche quando non si sono rivelate problematiche dal punto di vista finanziario, hanno finito spesso per avere ripercussioni spiacevoli sul piano dei rapporti fraterni.

La nuova struttura organizzativa sembrò dare i propri frutti; la Fratellanza aumentò numericamente e tese a consolidarsi sempre più, tanto che Kremmerz ritenne fosse venuto il momento di conferire ad essa un assetto definitivo, aggiungendovi nuovi gradi per meglio scandire le tappe fondamentali dell’ascenso e per specificare i diritti e i doveri che comporta il raggiungimento di ogni nuovo grado iniziatico, oltre che per illustrare i compiti specifici che dovevano essere assolti per conquistare il grado successivo, il Maestro giudicò opportuno dotare la Fratellanza di un nuovo regolamento cui diede il nome di Pragmatica Fondamentale.


[1] Commentarium, 1910, n. vi-vii.

[2] Negli anni ’60 la Ceur ne fece un fascicolo da consegnare ai novizi, il quale successivamente è stato pubblicato dalla casa editrice Rebis di Viareggio. Si tratta di una versione incompleta che presenta correzioni rispetto all’originale del Bernàrd, alcune delle quali alterano sensibilmente il contenuto del testo originale.