Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
STORIA – La grande mistificazione

STORIA – La grande mistificazione

Su questo perfido equivoco si gioca tutta la grande mistificazione che è stata perpetrata da Parascandolo in poi, non sappiamo se in buona o in malafede, ma ci si consenta di avere alquanti dubbi sull’onestà di costui. Esiste tuttavia, anche se remota, la possibilità che il grado di ignavia di coloro che circondavano Lombardi li abbia spinti a credere di aver ricevuto con la loro sigillazione non la semplice pseudo-iscrizione al G.O.E ma una vera e propria iniziazione alla pratica ammonia, e dunque che essi si siano sentiti anziché dei semplici candidati all’iniziazione dei veri e propri iniziati alla pratica della Grande Opera e abbiano pensato di essere addirittura legittimati ad iniziare a loro volta.

È molto difficile ammettere che Parascandolo non abbia distinto la radicale diversità fra l’iscrizione e l’iniziazione effettiva, l’unica che consente un reale passaggio dal cammino isiaco al cammino osirideo, ed è invece molto più verosimile ritenere che pur essendo bene al corrente della differenza cruciale fra questi due aspetti, in mancanza di meglio abbia pensato bene di farla bastare e di mettere in piedi una sorta di imitazione del G.O.E., che con alquanta umiltà lui e i suoi collaboratori della A.N.K.H. chiamarono Ordine Egizio, e che in meno di un secolo avrebbe visto la Grande Jerofania passare da Giustiniano Lebano a Mario Parascandolo a Carlo Coraggia e da ultimo ad A. Tommasi, con l’esclusione doverosa di Lombardi, il quale se non altro era consapevole di non poter rivendicare tale carica neanche in via meramente teorica. Riteniamo superfluo ogni commento.

Ciò che invece risulta totalmente inammissibile è la mistificazione attuata da Parascandolo nel trasmettere le pratiche osiridee ai propri discepoli: avrebbe dovuto dire che le pratiche che insegnava loro non provenivano da Lombardi ma erano frutto delle sue elucubrazioni e speculazioni.  

Per la verità i vertici della CEUR sapevano perfettamente che il documento intitolato Istruzioni pratiche che incomincia con le parole: “Per capire bene, profondamente e scientificamente la pratica magica …” era stato vergato da Parascandolo, ma essi ritenevano che lo fosse stato sulla base di precise indicazioni orali a lui trasmesse da Lombardi. Nulla di più errato.

Il commento al quinto versetto della Tavola di Smeraldo pubblicato da Hahajah (Parascandolo) nel numero di settembre-ottobre 1950 della rivista Ibis, mentre Lombardi era ancora in vita, testimonia in maniera inoppugnabile che egli aveva ricevuto da Benno (Lombardi) la comunicazione di insegnamenti alchimici seppur parziali, i quali, come vuole la Regola, all’inizio vengono impartiti in maniera esclusivamente simbolica, ed è del tutto evidente, leggendo le istruzioni che in un secondo tempo mise per iscritto per i suoi discepoli, che Parancandolo non le aveva affatto comprese.

Ciò però ci deve far dire che se da un lato ha costituito un evento deprecabile ma non irrimediabile, il fatto che diverse persone siano state sottoposte ad in rituale di iniziazione solare totalmente inutile e vuoto perché mancante del “lievito”, dall’altro si è rivelato invece assai rovinoso l’aver insegnato e fatto praticare a costoro pratiche sbagliate, non solo perché differenti nella forma da quelle insegnate da Kremmerz, ma soprattutto perché differenti nella sostanza dalla Regola su cui si fondano, che viceversa Lombardi ben conosceva.

Se dalla lettera a Moggia apprendiamo che Lombardi ad insegnare il “resto” (le pratiche osiridee) non ci pensava nemmeno, dalle pratiche insegnate da Parascandalo ai suoi discepoli ne abbiamo la totale conferma: Lombardi non ha mai iniziato alla magia trasmutatoria costoro ma si è limitato ad “iscriverli” e non gli ha mai dato istruzioni in merito; altrimenti bisognerebbe pensare che Parascandolo li ha sì ricevuti ma li ha poi tenuti per sé insegnando ai suoi discepoli delle pratiche errate.

Delle istruzioni pratiche della CEUR e del loro fondamento vi è stato occasione di discuterne con Pietro Suglia prima e poi più volte sia con Vinci Verginelli che, soprattutto, con Gino Muciaccia; tutti e tre hanno dato ampia prova del fatto che le pratiche osiridee insegnate da Parascandolo e successivamente trasmesse all’interno della CEUR non corrispondono assolutamente a quelle insegnate da Kremmerz.

Qui non si tratta più di trasmettere una iniziazione che non ha alcun valore, qui si tratta della gravissima responsabilità di far eseguire a delle persone delle pratiche sbagliate!

Questo era doveroso precisare per quanto concerne il discorso “osirideo” della CEUR, ma anche per la parte miriamica quella filiazione non stava messa meglio poiché molto del materiale in suo possesso (cifre, riti, ecc.) era incompleto e/o completamente errato ma soprattutto perché mancava ad essa la formula lasciata da Kremmerz per consacrare i cordoni. Per la verità questo aspetto riguarda anche la filiazione di De Cristo, poiché provenendo lui pure da Lombardi non poteva che condividere la stessa sorte[1].

Se facciamo una affermazione così perentoria è perché siamo ben certi del fatto che in due distinte occasioni furono mostrate a Verginelli la formula per consacrare i cordoni in uso alla CEUR e quella lasciata da De Cristo, e Verginelli ogni volta disse che la formula mostratagli nulla aveva a che fare con quella lasciata da Kremmerz la quale è essa stessa gravida di onerose responsabilità.

Va detto che attualmente gli eredi di De Cristo sostengono di aver rinnovato il legame col Cap+ Op+ rientrato in sede e dunque dovremmo presumere che se ciò fosse vero tale deprecabile lacuna sia stata emendata, la perplessità resta però totale per quanto riguarda il cammino osirideo che tale filiazione offrirebbe, poiché nel sito internet che fa capo a quella associazione sono state di recente pubblicate delle affermazioni che ancora una volta vanno decisamente contro all’insegnamento riservato che Kremmerz e il G.O.E. trasmettevano in sede osiridea. Com’è dunque possibile prestar fede a chi dice di essere in contatto col Delegato Generale se poi contestualmente fa delle affermazioni incompatibili con una conoscenza effettiva della via alchimica? Questo è il motivo, per noi più che fondato, per cui non proviamo alcun interesse di conoscere questo fantomatico delegato generale: ciò che insegnano i suoi rappresentati ufficiali non è conforme all’insegnamento riservato di Kremmerz e dell’Ordine.

A ben guardare, la situazione che si presenta oggi è simile a quella che si venne a creare dopo le circolari di Lombardi; i suoi confratelli osiridei non gli credettero per due validi motivi:

1°    perché egli non aveva agito nel rispetto della Regola;

2°    perché quando Manzi (che abitava a Napoli) si recò da lui per chiedergli di dar conto di quanto asseriva, Lombardi non fu in grado di dimostrarlo e questo segnò la fine definitiva della sua credibilità, buona fede o no.[2]

Morale: oggi non è possibile credere a chi ancora una volta sostiene di essere in contatto col Delegato Generale perché anch’esso non solo non fornisce prove probanti, ma fa anzi esattamente il contrario.


[1] A noi fu detto a chiare lettere che a Borracci e Bonabitacola fu espressamente lasciata la formula perché essi erano chiamati in futuro ad usarla. Ad onor del vero non ci fu mai detto che Lombardi non la possedeva ma poiché non la possedevano i suoi eredi, dobbiamo dedurne o che Lombardi non l’abbia mai ricevuta perché non era stato preposto a dirigere una Accademia, oppure che l’avesse ricevuta ma che avendo consegnato la propria copia della formula nella mani di Del Guercio, non gli sia stata mai più restituita. Certo che se fosse così, ciò rivelerebbe da parte di Lombardi una superficialità imperdonabile.

[2] Anche Coraggia si recò per ben due volte in visita da Vinci Verginelli nel tentativo, a suo dire, di regolarizzarlo. In entrambe le occasioni Verginelli si limitò a dirgli: “Io sono dell’Ordine, se lo sei anche tu fatti riconoscere, poiché io so perfettamente come riconoscere un membro dell’Ordine”. Coraggia non fu in grado di farlo ed anche questo certifica che Lombardi non aveva trasmesso loro se non rudimenti elementarissimi della parte osiridea dell’insegnamento. Certo, una volta morto Lombardi, avranno potuto mettere le mani su quel che rimaneva delle sue carte, ma chi sa di cosa stiamo parlando sa anche che certe cose non si mettono per iscritto. Resta comunque il fatto che nel materiale “osirideo” prodotto dalla Ceur prima della morte di Gino Muciaccia non compare alcun documento che possa essere ricondotto alle istruzioni originali che erano state consegnate a suo tempo dal Kremmerz ai propri dipendenti. Alcuni stralci di quel materiale faranno la loro comparsa soltanto dopo la dipartita di Muciaccia, evento che scatenò il panico in uno dei suoi discepoli, il quale cercò asilo nella Ceur. Quest’ultimi furono ben lieti di accoglierlo a patto che prima consegnasse tutto il materiale in suo possesso. Per poi, subito dopo, dimostrarsi assolutamente ignari circa i contenuti delle pratiche che il suddetto stava svolgendo e quindi totalmente incapaci di dargli un supporto in tal senso.