Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
STORIA – Introduzione

STORIA – Introduzione

“Storia documentata della Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam”

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Introduzione

Negli ultimi anni sia su riviste che sul web molti saggi e articoli sono stati scritti sulla vita di Giuliano Kremmerz e sulla storia della Miriam, la società iniziatica da lui fondata. Per ciò che concerne le questioni propriamente biografiche, le fonti principali sono rappresentate da autori che conobbero poco o nulla il Maestro, nel migliore dei casi avendo avuto rapporti solo con la moglie o con le figlie dopo il loro trasferimento a Bari[1]. Esse tuttavia, non essendo mai appartenute alla Miriam, poterono parlare solamente dell’uomo Ciro Formisano, come marito e come padre, ma non del Maestro Giuliano Kremmerz, la cui missione iniziatica era loro ignota nella sua essenza.

Chi dice di voler essere un fedele discepolo di Kremmerz, dovrebbe sapere che egli ha ripetutamente messo in guardia dalle intrusioni non solo della sua vita intima o familiare ma anche di quella di qualunque altro Maestro, al fine di non confondere l’operato iniziatico con le vicissitudini della vita quotidiana, tanto è vero che nessuno dei suoi discepoli diretti ha mai scritto alcunché sulla sua vita.

Immaginare quali propositi o scelte stessero alla base dei comportamenti del Maestro, o interpretarne l’operato sulla base dei racconti dei familiari, non può in alcun modo rendere giustizia delle ragioni iniziatiche delle sue scelte. E ciò è tanto più vero nel caso di Kremmerz, la cui esistenza fu costellata da lunghi periodi di lontananza dalla famiglia quando addirittura di assenza dall’Italia, episodi intorno a cui egli stesso volutamente non disse o lasciò trapelare nulla più che vaghi accenni, tutti da verificare.

La moglie e le figlie sapevano davvero dove il Maestro fosse nei periodi che trascorreva lontano da casa e soprattutto quali fossero le reali ragioni di tali viaggi e cosa egli facesse mentre era via? È credibile, ad esempio, che un Mago del suo calibro sia stato costretto ad emigrare nell’America del Sud per cercare lavoro? E se non c’è andato per quel motivo, allora cosa c’è andato a fare?

Come questo, sono molti gli eventi impossibili da ricostruire con certezza, ragion per cui parlare di essi risulta quanto meno aleatorio, dal momento che si tratta in genere di indicazioni sommarie, spesso prive di qualunque riscontro documentale. D’altro canto, lunghi anni di vuoto e di silenzio sono comuni non solo alla sua vita ma anche a quella di molti maestri della tradizione iniziatica d’ogni tempo.

Il fine di questo lavoro vuole dunque essere quello di presentare esclusivamente quegli elementi certi, di natura iniziatica, che possono essere utili alla comprensione del magistero di Kremmerz.

Ciò che più conta nella vita di questo grande Maestro sono le opere che egli ha lasciato, a cominciare dalla fondazione della Miriam, della “sua Miriam” come egli amava dire, ovvero il tentativo che egli fece di una ricostruzione in chiave moderna delle antiche scuole templarie isiache o delle più recenti scuole rosicruciane.

Nelle pagine che seguono si è altresì cercato di ricomporre la storia di tale Scuola senza indulgere in commenti o in interpretazioni forzate, limitandoci ad offrire una ricostruzione quanto più possibile fedele dei fatti, così come emerge da materiali d’archivio quali statuti, circolari, lettere o documenti di altra natura.

I più importanti fra tali documenti, quelli giudicati fondamentali per la ricostruzione storica degli eventi, sono stati riprodotti in appendice. Solo in alcuni casi ben specificati, ove mancasse una documentazione scritta, si è fatto riferimento a testimonianze orali ritenute degne di fede, cioè di suoi discepoli diretti.

Si tratta infine, e ci teniamo a precisarlo, di uno studio condotto non contro qualcuno o a favore di qualcun altro, ma semplicemente della “Storia”, ricostruita per fare finalmente chiarezza su vicende finora divulgate solo sommariamente o in modo errato.

Il presente lavoro si divide in due parti.

La prima è relativa alla storia del lignaggio iniziatico della Fratellanza, dalla sua fondazione ad oggi.

La seconda contiene alcune considerazioni sulle circolari di Domenico Lombardi e sulle realtà che sono nate in seguito a tali circolari. Le considerazioni fatte, si basano esclusivamente sui fatti esposti nella prima parte, e non vogliono essere né a favore né contro di nessuna delle reali o presunte filiazioni kremmerziane attualmente esistenti.

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Profilo di Giuliano Kremmerz

Desideriamo anteporre al nostro lavoro questo breve profilo sull’opera del Maestro, quale esempio di limpidissima sintesi. Esso fu tracciato da Giacomo Borracci affinché fosse pubblicato, dietro interessamento di Vinci Verginelli, sull’enciclopedia italiana Treccani; tale contributo, approvato dalla redazione, non fu mai pubblicato per la posizione antifascista e anticlericale del Maestro[2]. Comparve per la prima volta e per intero nell’edizione fuori commercio dell’Avviamento alla Scienza dei Magi, ristampata a Roma nel 1991 per iniziativa del Circolo Virgiliano.

Giuliano Kremmerz - Fratellanza di Miriam
(Stralcio del manoscritto di Giacomo Borracci)

Giuliano Kremmerz, pseudonimo di Ciro Formisano (nato a Portici nel 1861 e morto a Beausoleil nel 1930).

Il più autorevole cultore di studi ermetici in Italia nello scorcio del secolo passato e nel principio del secolo che scorre: fondatore di una Scuola di Ermetismo applicato alla medicina.

Oltre che in vari lavori pubblicati nelle riviste Luce e Ombra, O ThanatosMondo Occulto, egli ha esposto la sua dottrina nelle seguenti opere principali:

Mondo SecretoRivista di studi ermetici, edita dal Detken di Napoli nel 1897-98-99I suoi discepoli fecero una ristampa fuori commercio dell’Avviamento alla Scienza dei Magi estratto dal detto Mondo Secreto.

La Porta Ermetica. Un volumetto, in cui si spiegano le finalità della Scuola Ermetica, edito dalla Rivista Luce e Ombra.

Commentarium. Rivista di ermetismo pubblicata negli anni 1910 – 1911 a Bari.

Dialoghi sull’Ermetismo (fuori commercio). Stampati nel 1928, in cui si leggono esposti i problemi attinenti alla medicina.

La teoria del Kremmerz in breve è la seguente: nell’uomo normale l’organismo nell’esplicare le sue attività consuma un’energia prodotta dall’assimilazione ed elaborazione che avviene in se stesso del magnetismo terrestre che periodicamente assorbe. Chi cura l’esplicazione dell’energia vitale è l’anima o psiche o, per essere più precisi, il cosiddetto incosciente dei moderni metapsichici o corpo astrale degli antichi maghi ed ermetisti, che nello stato normale automaticamente provvede all’assorbimento del magnetismo terrestre, provvede alla trasformazione di questa energia assorbita dalla terra in magnetismo proprio o energia vitale, provvede al funzionamento e conservazione dell’organismo. E tutto ciò avviene automaticamente, tanto che noi sentiamo di vivere, ma non ci rendiamo conto del come si esplica ciascuna funzione conservativa della nostra vitalità.

Può determinarsi però uno stato anormale, e cioè uno squilibrio magnetico dipendente da scompenso tra il consumo dell’energia vitale o magnetismo individuale e l’elaborazione del magnetismo terrestre assorbito.

Tale squilibrio è ciò che rappresenta lo stato morboso o malattia. In tale stato anormale dell’organismo, l’incosciente è costretto a imporre al corpo il minimo spreco di energia (necessità del riposo) e a provvedere con sforzo (stato febbrile) all’elaborazione dell’energia occorrente per ristabilire l’equilibrio (tanto che a rimarginare, per esempio, una lesione del corpo concorrono automaticamente per quanto intelligentemente milioni di cellule chiamate a raccolta dalle varie parti del corpo).

Se l’energia elaborata riesce a compensare il consumo e ricolmare il vuoto, l’equilibrio viene ristabilito e la sanità o stato normale riappare; se invece lo scompenso si accentua e l’energia si esaurisce, la morte sopravviene quale supremo squilibrio.

In vista di tali fenomeni vitali, il Kremmerz si domanda: è possibile costituire una fonte a cui un organismo malato possa attingere l’energia che non riesce ad elaborare a sufficienza nel proprio organismo per ristabilire l’equilibrio? A tale domanda il Kremmerz risponde egli stesso affermativamente, applicando gl’insegnamenti tramandati sotto il velame di pratiche magiche e strani geroglifici dagli antichi popoli caldei, egizi, arabi, ecc. ed insegna a sua volta che si può formare una catena di anime oranti che in determinate ore del giorno si pongono con la recitazione di determinate preghiere in condizione di disporre di una minima parte della propria energia vitale da essi elaborata e di cui possono prontamente rifornirsi e di incanalarla nella corrente di energie che gli ammalati attirano su di sé col chiedere aiuto a quella catena di anime, per modo che la trasmissione e trasfusione nell’ammalato della energia collettiva diventi un fatto reale e determini l’equilibrio desiderato.

Quest’insegnamento impartito ed illustrato dal Kremmerz in tutti i suoi scritti sotto una forma letteraria briosa ed originale pare che abbia trovato applicazione e conseguito successo negli esperimenti fatti dai suoi seguaci.


[1] A tutt’oggi quattro sono le biografie sul Kremmerz che passano a vario titolo come accreditate, pur non essendolo in alcun modo: quella di Ricciardo Ricciardelli (alias Marco Daffi), di Arduino Anglisani, di Alfonso del Guercio e di Luigi Petriccione. Fra di essi solo Ricciardelli, figura assai problematica, lo conobbe pur non essendone mai stato discepolo e questo per sua stessa ammissione; ognuno di loro comunque volle scrivere una biografia su di lui e in essa pretese di parlare sia dell’uomo che del Maestro. Questi lavori, pur essendo pieni di inesattezze sono stati presi da alcuni come oro colato e in genere hanno costituito la fonte delle notizie pubblicate nelle altre biografie edite successivamente.

[2] In una lettera a Vinci Verginelli (8 settembre 1929), Kremmerz stesso chiese notizie in proposito con un post scriptum telegrafico: “Per l’Enciclopedia avete parlato al Senatore Gentile?”. A quei tempi infatti Giovanni Gentile era il presidente dell’Istituto per l’Enciclopedia Italiana e Verginelli lo conosceva dal momento che era un collaboratore dell’Enciclopedia. Fu l’autore di molte voci sulla storia dell’arte e dell’architettura in Puglia.