NEGO, CONFIRMO, COMMENTO

 

 

ó La collaborazione al “Commentarium”

 

Prego coloro che vogliono mandare comunicazioni a questo bollettino di essere brevi concreti, chiari, evitando lunghe discussioni che lasciano le cose allo stesso modo in cui le trovano. Gli iscritti regolarmente alla Scuola, firmino col numero proprio, i

non ascritti col nome e l’indirizzo o col pseudonimo. Agli associati che desiderano risposte personali e per argomenti personali, destino una piccola posta in cui brevemente do riscontro per le cose che richiedono chiarimenti. Chiedo scusa se sospendo la corrispondenza epistolare perché sovraccarico di lavoro non potrei mantenere gli altri impegni di utilità generale.

 

 

ó Libri a leggere

 

  Ai parecchi che mi domandano che libri bisogna leggere potrei rispondere che il libro della Natura è aperto a tutti ed è l’unico che non inganna. Viceversa voglio essere meno musulmano e prego di leggere tutte le riviste e tutti i libri di scienza occulta e non credere a nessuno. Seguire le idee di chi si legge col beneficio dell’inventario. Spiritisti, psichisti, magnetizzatori, occultisti, mistici, mistagoghi, tutti sono ottimi specialmente quando ciò che predicano lo sentono con purità e con concezione di altruismo rispettabile. Oltre al corredo di tante cognizioni che vi vengono da tali libri, s’impara a conoscere sempre un po’ quella bestia maravigliosa che è l’uomo sapiente. Ma dopo aver imparato a non credere, conviene provare per sapere, e a questo si presta il campo operatorio della scuola nostra, dove l’azione probativa è collettiva e individuale, continuamente e senza interruzione.

 

 

ó Chorus philosophorum (V. tavola annessa)

 

  Prego di considerar bene la figura, e leggere il po’ di latino attentamente. Sono le tre forme delle tre magie filosofiche.

  Il Missionario ermetico – il Solitario o Eremita filosofo – e il Circolo magico o Quinario filosofico.

  Gli uomini che hanno molto sale di sapienza nel cerebro, studiino attentamente le tre figure e vi troveranno svelato il piccolo arcano della sapienza cattolica o universale nel senso alchimista.

  Ma anche a non saperlo trovare, le massime e le scritte danno mille insegnamenti preziosi e riflettono appuntino la missione del nostro insegnamento pratico.

 

 

 

 

 

ó Magnetismo animale  e magnetismo curativo

 

  N.°57. Ven. Mi occupo da 30 anni di pratiche d’ipnotismo e magnetismo ma a scopo di studio di psicologia; ora non avendo altro scopo che questo, posso io continuare questi esperimenti che prediligo tanto o mi sono assolutamente proibiti?

 

  La scuola filosofica classica esclude qualunque mezzo di presa di possesso della volontà di un uomo intelligente o semplicemente evolubile. Il magnetismo empirico, dei passi, delle larghe manifestazioni volitive e gesti teatrali, come l’ipnotismo che riduce un soggetto mancipio di un ipnotizzatore, sono possessioni di animo. E come scuola, collettivamente agente e operante, proibiamo nella maniera più rigida esercizi cosiffatti che lasciano su chi vi si esercita, anche innocuamente e per buona intenzione, l’abitudine di coercizione della volontà altrui – oltre al più comune pericolo di assorbire emanazioni e aure che non sono pure.

  La nostra è scuola di libertà spirituale, vessillo che non si piegherà mai. Insegna a mantenere integra la coscienza altrui, sia o no condiscepolo, e non a correggerla per costrizione. Noi insegniamo a non influire neanche sulla volontà dei bambini, onde l’uomo storico che vi si nasconde possa trovare la via più confacente alla propria evoluzione, indipendentemente dalla morale transitoria. Comprendo che siamo agli antipodi con le idee correnti e mentiremmo se dicessimo il contrario.

  Colgo questa occasione per avvisare coloro che son troppo zelanti nell’imporre il bene, anche tra gli ascritti nostri, che neanche il bene o quello che si crede bene altrui si deve imporre. I malati per esempio che non hanno volontà di chiedere e sentire la possibilità di una guarigione è vano curarli – chi viene in contatto di un terapeuta chieda e ottiene, ma il terapeuta non gli impone di chiedere per ottenere.

  Sul vero valore poi del magnetismo non empirico né mistico, ma integrale vi è tutta una materia di lungo studio nei gradi più alti dello insegnamento, ma questo magnetismo integrale, cui accenno di passaggio, è cosa diversa, che prima agisce per trasformare integralmente chi lo pratica, e poi per farne un centro d’irradiazione elettiva, a cui le anime accorrono senza costrizione, attratte dallo stato di benessere.

  Questo è il magnetismo di amore, il vero e proprio dei terapeuti e non quello che prende a pretesto la psicologia.

  Quando sei in contatto di un infermo domanda al suo spirito se ha la forza di guarire. Dipende dal tuo stato di perfezione il saper domandare. L’ho scritto altre volte: il terapeuta o medico può essere istintivo, lucido o sapiente.

  ISTINTIVO quando agisce per virtù di forze non coscienti;

  LUCIDO quando sente intorno a sé e in sé il movimento astrale dell’ambiente;

  SAPIENTE quando ha la coscienza delle forze che impiega.

  In tutti tre i casi ogni azione terapeutica è magnetica per irradiazione, e terapeuti istintivi sono anche i magnetisti ordinari.

  Spiegherò altrove e più innanzi come il corpo umano sprigioni un’aura che scientificamente è irradiazione o attenuazione della parte grave e visibile della materia organica. Quest’aura diretta dalla volontà di amore, può attingere un corpo malato e rimarginarvi le ferite, portandovi l’equilibrio della sorgente che la emana. Alcuni uomini sono dotati non di maggior fluido, ma di maggior potenza di emissione, per lo stato intensivo di amore che li anima. Perciò alcuni mistici posseggono in diverso grado di potenza, secondo il sentimento che li domina, la facoltà di alleviare i mali. Ma la maggior potenza irraggiativa è devoluta alla educazione della volontà e alla sua energia vitale e tenacia, educazione che non è il frutto di una sola vita: il meccanismo della volontà porta in sé tutti i caratteri dell’atavismo e lo esporrò in seguito. Chi non ha volontà è passivo della volontà altrui. Il gran numero delle donne è passivo, perciò alle donne è confacente il carattere religioso. I maschi sono più numerosamente attivi, quindi più atti alla potenzialità psichica. Di un essere infermo lo stato di passività è certo e la presa di possesso del suo essere è facile ed è nociva se sei addestrato alle pratiche magnetiche ordinarie, è ugualmente facile e benefica se traspiri solo magnetismo di amore.

  A te che mi hai rivolto la domanda io prego di considerare attentamente ciò che dico con chiarezza onde tu comprenda che la questione di metodo, pur essendo tutto magnetismo, altera la sua manifestazione pura, e quindi il perché della proibizione nostra delle magnetizzazioni coi sistemi degli investigatori psicologici. Se pratichi da trent’anni il magnetismo così inteso, capirai perfettamente ciò che voglio dire.

  Se vuoi provare invece questo secondo magnetismo più puro, dove tu ti sentirai in possesso di un intenso amore per l’infermo, prova pratiche più semplici – è questo il magnetismo che consigliamo, nel quale, se stendi la mano, imiti l’atto taumaturgico di chi trasfonde la propria vita all’egro in istato di amore divino o divinizzante, cui sono possibili tutti i miracoli.

  Resta solo con l’ammalato. Poniti nella calma più serena. Invitalo a non parlare. Domanda in silenzio l’aiuto della Catena delle Anime con una parte o tutta della preghiera mattutina. Posa il pollice e l’indice della mano destra sulla sua testa, la palma della sinistra sull’ombellico. Sta’ immobile per parecchi minuti, pensando che per tuo mezzo e per le tue mani egli venga in contatto con le forze sintetiche della corrente collettiva, che la presa di possesso di lui sia inondazione di vita non un dominio di spirito a spirito. Mantieniti fermo finché qualche tremolio delle palpebre o qualche brivido leggero non accenni ad una crisi incipiente, allora soffiagli freddo in fronte e lascialo. Se in giorni successivi vuoi continuare, coi metodi ordinari, magnetizza non lui, ma l’organo infermo. L’effetto sarà indiscusso, ma curativo, non miracoloso, come intendono alcuni. Accoppiando questo magnetismo alle cure ermetiche non è impossibile il piccolo miracolo della rapidità fulminea della sanità.

  Con questo credo di aver risposto anche ad una domanda di uno studioso di teosofia se guarendo e curando un ammalato si viola o no la sua evoluzione.

  La questione resta assorbita. Il terapeuta dà a chi chiede – ora chi chiede si sente atto a trasformare il suo stato interiore (Karmico) in una sorgente di salute corporea, e quindi non lo viola il terapeuta che dà a mano aperta e lo aiuta. Violerebbe volontà e karma se andasse cercando il suo ammalato per fargli vedere miracoli che non avverrebbero.

 

 

ó Influenze siderali

 

  Piante e medicamenti lunari – rispondo a R.I.B. – non esistono nel senso che hai potuto leggere negli autori contemporanei che ricostruiscono a modo loro tutto un sistema astrologico che, con la parvenza di essere antico, è parto sofico e romantico moderno. In vece in base ai dati precisi della astrologia classica, esistono corrispondenze complesse tra certe posizioni dei cieli visibili e alcune sostanze o commestibili o droghe semplici adoperate nella medicina comune. Ciò vuol dire che non sono influenzate queste sostanze solamente dall’aspetto esteriore della luna, ma corrispondono o per costruzione di forma (signatura rerum) o per virtù adattabile o per composizione, analogicamente al periodo lunare. Questo esclude quindi la formazione di una tavola, come hanno fatto alcuni trattatisti sopraccennati, in cui si classifica per esempio che nella lunazione di Ariete vale beneficamente la tale pianta e nella lunazione di Cancro la tale altra; non è possibile – perché con le regole astrologiche di Mamo-Rosar Amru, di cui dispongono quelli che si occupano di tali materie, l’aspetto celeste varia a periodi progressivi di ricorrenza da dodici, ventiquattro, trentasei, settantadue, centoquarantaquattro anni e non coi computi astronomici e matematici ordinarii. – Giacché la tua richiesta non è mossa da sciocca curiosità, sempre che capita una determinata influenza attiva, io ricorderò in questi commenti la pianta, o i minerali, o i corpi organici, che possono avere influenza favorevole o nefasta sul corpo umano. Fino al 9 maggio e per un periodo di tre mesi e mezzo circa, abbiamo avuto una virtualità del prezzemolo comune[1] che ho indicato a mille riprese a tutti coloro, che se ne volevano servire. Ora adoperato per lavaggio, ora per gargarismo, ora in decozioni, ora crudo, ha dato esperimentalmente risultati precisi in mille forme di disturbi morbosi. Questa virtù di una erba commestibile e aromatica delle più comuni, declina in questo periodo, fino a diventar neutra verso agosto e da agosto alla metà dicembre nociva pei dispeptici e pei cardiaci – assolutamente nefasta ai temperamenti sanguigni con tendenze apoplettiche e alle isteriche e agli epilettici. Prego quelli che leggono queste notizie di ricordarsi che io desumo questi dati dalle mie letture e interpretazioni astrologiche, e quindi, trattandosi non di veleni ma di sostanza, di cui tutte le cuciniere si servono, di non credere per fede e di esperimentare sempre che se ne dà l’occasione, e riferirne in rapporti alle Accademie o in brevi cenni al Nego, confirmo, commento.

 

 

ó La lattuga

 

Detto questo di una cosa passata, eccoti alcune indicazioni per periodi prossimi.

Dal 19° giorno della passata lunazione che cadde al venerdì 27 maggio cominciò intenso un periodo di virtualità della lattuga comune commestibile[2], che agisce potentemente come antifebbrile, antispasmodica e sui grandi vasi circolatorii, adoperata cruda o col succo solo ottenuto per pressione – su tutte le mucose e la pelle per decozione e bevuta fredda – sui catarri delle parti genito-urinarie, decozione calda.

  Mangiata con sale, agisce sui reni e sul fegato – dovrebbe perfino aiutare l’espulsione dei calcoli renali ed epatici.

  Si ricordi che, trattandosi di un commestibile comune in Italia, io intendo che sia così come in natura e non come si costuma nelle diverse regioni con condimenti e accoppiamenti sapienti con altre erbe e sostanze, perché vi possono esser connubi neutralizzanti la sua buona attiva influenza. Per esempio nel periodo decorrente dall’11° giorno della luna precedente (20 aprile) fino ai primi giorni di luglio l’olio di olivo ha perduto la sua virtù più energiche medicamentose e l’oliva in sale o conserva è di pessimo aspetto dicono gli astrologi – come è pessimo il latte d’asina fino ai primi del novilunio di agosto.

 

 

ó Il rabarbaro e i sali

 

Dal 3° giorno della lunazione passata (Venerdì 10 Giugno) fino al 24° della seguente lunazione (Sabato 30 Luglio) vi è un rimedio che i medici sperimenteranno eroico, il rabarbaro. Adoperato in qualunque modo e in qualunque caso difficile dovrebbe dare risultati sorprendenti, anche contro le solite indicazioni terapeutiche, tanto omeopatiche, quanto allopatiche.

  Nell’identico periodo i sali di qualunque specie hanno azioni debolissime e spesso perniciose.

  I medici, che provino con riuscita queste indicazioni, son pregati di riferirne, se è possibile, con qualche parola dilucidativa per azione non ordinariamente prevista negli effetti dell’uso medico del rabarbaro.

 

 

ó L’ “Herba sacra” dei latini

 

  In continuazione al già detto, indico il 7 agosto prossimo come inizio di potenzialità virtuale siderale di una pianta comunissima, adoperata in parecchie regioni italiane come aromatico nella cucina, la Salvia, salvia officinalis, dai latini detta erba sacra. La Scuola Salernitana diceva: Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto? La sua azione predominante è sulle mucose.

 

 

ó Le comete

 

A.M. – Roma. – In continuazione dell’argomento precedente, rispondo a te: se l’apparizione di comete hanno o no influenza alcuna sul corpo o la psiche dell’uomo oltre quello che gli astronomi possono ricavare con le loro osservazioni pazienti.

  Per risponderti esaurientemente dovrei scrivere un volume delle antiche conoscenze sacre sulle apparizioni cometarie. Mi limiterò a dirti una cosa sola, che ti riuscirà nuova.

  Le comete, dai libri di Izar, sono considerate come dei nuclei di materia eterea irradiante, con un ufficio determinativo di trasportare gruppi di anime da un pianeta ad un altro – quindi segnerebbero tanti periodi trasmigratori interplanetari. Per esempio una irradiazione o coda di cometa ha toccato il pianeta Giove e ha fatto leva o assorbimento di anime di gioviani; ha poi toccato Urano e da questo ha preso elementi uranici o anime uraniche per lasciarvi le gioviane.

  Che questo sia vero o no lo sapremo quando una coda di cometa ci trasporterà nella Stella di Lucifero e quando potremo telegrafarci da un pianeta all’altro. Ma è certo che qualche cosa deve produrre. Peccato che il nostro compito non ci specializza sulle influenze cometarie. Passiamo innanzi.

 

 

ó La croce

 

A parecchi, e sono anni, che domandano se la croce grafica della nostra associazione e scuola voglia accennare ad una filiazione cristiana essenica, rispondo nella maniera più concisa. Non ci sarebbe niente di male se ci servissimo di un simbolo cristiano moderno, perché la croce del cristianesimo non è diventata il labaro chiesastico se non dopo i primi secoli. La sigla cristiana al tempo di Costantino era formata dalle due prime lettere del nome Kristus, cioè il c chi greco e il r ro; in tempi posteriori fu assunta la croce che era anteriormente pagana e poi simbolizzò il martirio del calvario.

Al Museo Britannico si osserva la croce del pettorale di Samsi-Vul, re assiro che ha vissuto 8 secoli prima di Cristo, all’epoca di Isaia e d’Elia. Riproduco il disegno di questa croce che è tanto simile a quella dei nostri vescovi cattolici – e se ne trovano tante altre. Curioso è il commento che Mourant Brock fa tra due figure prese l’una da una medaglia assira rappresentante Astarte e l’altra di Santa Margherita presa nella basilica di Westmister. Sembrano gemelle figure e croci, mentre la rappresenterebbe, secondo quello che hanno scritto i cattolici, una divinità oscena e la seconda l’ideale della santità.

Sulla migrazione dei simboli vi è ancora tutto un immenso lavoro a fare – però non sono i simboli per se stessi gran cosa, ma l’idea che vi si accoppia. La croce per noi è semplicemente il simbolo dell’equilibrio - così cabalisticamente – così ermeticamente espressione del quaternario o del binario. Apri le braccia, accoppia le gambe, e la luce alle tue spalle proiètta una croce, che è la tua ombra, innanzi a te: quindi la croce è anche il simbolo della proiezione umana nell’astrale o ombra.

Se la linea orizzontale rappresenta la terra, la perpendicolare la vita umana, è simbolo

del continuo ritorno delle vite. La chiave d’Iside egizia che porta nella mano

È un tau cruciale, simbolo non della chiave del Nilo (fiume) come volgarmente spiegano i profani, ma chiave della crescenza della vita e dei secreti del sacerdozio.

Le cose son le cose, ma i segni che le rappresentano possono interpretarsi dai quattro punti cardinali – da cui la croce – e avere quattro o quattromila sensi diversi, secondo i telescopii.

 

 

ó L'ivaina

 

  E. C. Aosta. L’Iva credo che risponda al Genipi dei Savoiardi – forse l’Artemisia rupestris, millefoglio a fiori gialli e foglie vischiose – forse è sinonimo dell’Achillea atrata. Il principio amaro è l’ivaina, e l’alcaloide è l’Achilleina. Dell’Achillea falcata ridotta a tintura, in farmaceutica si conosce la virtù di agire contro la ipocondria. Questa la risposta che dà il prof. D. Orani, nostro amico.

 

 

ó Esperimenti di cure a distanza. Le prescrizioni. Teleurgia

 

  Avviso a chi mi domanda: non possiamo agire su di un malato in lontananza se l’ammalato non sia in contatto con un numero regolarmente in catena o non sia egli stesso un numero.

  Molti entrano nella nostra scuola animati dal più grande entusiasmo; appena ricevuta la loro carta di ammissione aspettano di poter ottenere tutto senza far niente. Questo è grave e fondamentale errore.

  La catena magica è una batteria di pile: ogni numero è una fonte di salute se esegue le pratiche quotidiane e se personalmente si occupa dell’ammalato. Se viceversa spera e non si muove, non avrà risultati.

  Il gran secreto della pratica è praticare. Chi dorme s’isola. Chi è attivo produce.

 In quanto poi alle prescrizioni o ricette, bisogna intendere come siano differenti dalle comuni – prego di prendere nota.

  Ordinariamente molti spiritisti hanno diffusa la credenza che alcuni spiriti o anime di defunti, medici vissuti su questa terra, danno delle ricette infallibili. Si invoca tiptologicamente o per mezzo di uno scrivente medio lo spirito di Paracelso, di Hanneman, di Charcot e si ottiene una ricetta – l’infermo crede agli spiriti, allo intervento della lucidità di questi sommi uomini vissuti e morti quaggiù ed ottiene qualche beneficio o no secondo la sua fede. Medici guaritori di questo genere se ne trovano dovunque, in Francia, in Germania; in Italia è facile rinvenire persone che si credono in confabulazione serotina con lo spirito di esseri già vissuti sulla terra e dispensano fluidi e medicine e ricette a destra e a sinistra.

  Moltissime volte queste cure portano effetti benefici non perché la ricetta applicata sia dello spirito di Charcot o di Paracelso, ma perché il medio esalta le sue facoltà psichiche con la fede e compie il miracolo incoscientemente, imponendosi ad un’altra esaltazione psichica dovuta alla fede del paziente negli spiriti invisibili.

  Ora i nostri devono ben comprendere che le prescrizioni che si mandano agli ammalati dai medici e dai terapeuti atti a farle, non sono prescrizioni di spiriti ma prescrizioni ermetiche, cioè in base a tutto un sistema di dottrine analogiche e di pratiche psichiche.

  La scelta dei medicamenti non è secondo le virtù note, ma secondo le virtù occulte di essi: quindi l’acqua e il succo di limone può purgare, l’olio di ricini può servire per antiemorragico e così via via.

  Chi prescrive sa quel che fa: l’ammalato con fede o senza fede prende il medicamento e ne ricava sempre un beneficio o la guarigione completa.

  Nel gran numero dei casi in cui l’azione terapeutica della nostra Associazione Sperimentale (Fratellanza e Scuola) dà risultati maravigliosi è nelle cure a distanza senza medicamenti dati da noi o prescritti da medici ordinari, sol che l’infermo chieda e stia in contatto con uno dei nostri, oppure che esegua una pratica semplicissima che gli si dà, pratica di forma quasi religiosa, per dirigere su di lui la corrente di quella batteria di pile umane di cui ho discorso innanzi. Questo sistema nostro lo chiamiamo teleurgia e le cure chiamiamo teleurgiche.

  Noi all’ammalato che chiede aiuto domandiamo:

-        Hai il tuo medico?

Generalmente si risponde – l’umanità è ancora superstiziosa – che nel proprio medico o nei medici ordinarii non si ha fiducia.

  E noi spieghiamo:

  - Il tuo è un errore. Il medico che tu chiami la società riconosce dotato di quella scienza e di quella pratica che manca agli altri per riconoscere i mali che colpiscono l’uomo, e seguirne il corso, modificarlo in bene con aiuto di medicamenti che l’esperienza ha dimostrato migliori per combattere la malvagità. Quindi saresti uno sciocco a non chiamare un medico e a non seguire il suo consiglio. Mentre egli ti cura, mentre tu prendi le sue medicine se te ne ordina, interviene a te per nostro mezzo una cosa che tu sentirai, che aumenterà di mille il valore dei medicamenti che prendi, sol che tu tracci il tale pentacolo o reciti i tali versetti e pensi all’amico, cui hai rivolto la tua domanda di aiuto.

  E succede proprio così, se l’ammalato obbedisce alle brevi pratiche consigliate, che la cosa nostra si manifesta in lui, interviene in modo determinato e appariscente fino a maravigliare il medico, che quasi sempre non conosce neanche l’esistenza in Italia di gente che si occupa del rimunerativo mestiere di spendere tempo e denaro a far bene agli altri senza chiedere niente: professione così inverosimile che un giorno o l’altro ci sentiremo dire che o si è pazzi o gatto ci cova. Speriamo bene che i risultati aumentino e lasciamo dire che il gatto ha fatto i gattini.

 

 

ó Laboratorio Ermetico per le medicine specifiche

 

  Al dott. E. T. – Bari. – Occorre per sommi capi che io riferisca brevemente i tentativi per la costituzione di un laboratorio ermetico sperimentale. Cominciai ad occuparmene personalmente nel 1895, con mezzi assolutamente miei, fondandolo in una casa di campagna, a Lettere, presso Castellammare di Stabia, allora che io dimoravo nei dintorni di Sorrento. Mio coadiutore fu un ottimo e profondo studioso di medicina Ermetica, G. G. che aveva preso impegno di dedicarsi al lungo lavoro di preparazione. Ma avvenuta la sua morte nel 1897, il disegno abortì e fu tutto dimenticato. Si ripetette l’identico tentativo al 1900 ed anche questa volta si dovette smettere. Al 1906 conobbi due signori che, associati, avevano messo su un laboratorio esperimentale per i loro studii, un francese e un sud-americano. Ci unimmo per ampliare e amplificare quanto essi avevano già fatto. Causa la mancanza proporzionale del denaro necessario – per renderlo completo ne occorrerebbe moltissimo – cercammo di fare il meglio possibile per arredarlo, fino al 1909. Parve allora che tutto dovesse nuovamente fallire, dovendo uno dei collaboratori ritornare in America; scongiurato questo secondo disastro, sono sei mesi che le esperienze, sul serio, si sono iniziate.

  E’ poco, come si vede; i risultati, i primi risultati mediocrissimi; ora si accenna ad avere un primo prodotto integrale – il mercurio specifico.

  Devo, per farle capire che cosa voglio indicare, con questo nome spiegarle le idee generali delle applicazioni alchimico-ermetiche, a questa ricostruzione farmaceutica con criterii non solo chimici ma alchimici nel senso ermetico. L’alchimia negli studii moderni e rimodernati vien considerata come una iperchimica, dal punto di vista delle conoscenze analitiche della scienza contemporanea, ma in sostanza come è nella sua idea madre importa la soluzione non di quattro problemi come osserva il Piobb – la quadratura del circolo, il moto perpetuo, la panacea universale e la fabbricazione dell’oro – (Se ne vuole una idea sommaria, basta leggere la Storia dell’alchimia di PIETRO BORNIA edita dalla Libreria Detken Napoli) – ma un quinto e più complesso enimma dell’angelizzazione dell’uomo inferiore. Accingersi alla soluzione di uno solo dei cinque quesiti, è proporsi l’enimma alchimico. Lasciando da parte quattro di queste proposizioni e riferendoci solo al problema della panacea universale e dell’elixir di lunga vita, anche secondo gli studii odierni profani alla continuazione delle antiche e discreditate pratiche, questa idea sintetica di un medicamento tipico, atto a distruggere il principio morboso dell’uomo, non è un sogno inverosimile né una follia che resterà eternamente senza risposta. Infatti anche dal punto di vista biologico, ammesso che ogni morbo è di origine microbica e parassitaria, il rinvenimento di un farmaco (veleno) che uccida tutti i microbi e parassiti nocivi e di alexifarmaco (medicamento) che riattivi tutti i fattori biologici positivi, non è un enunciato che ripugna alla logica.

  Senonchè la via per arrivarci è da studiare e saggiare. Mettiamo da parte le opinioni filosofiche, entriamo nella pratica, e ognuno coi suoi mezzi cerchi di raggiungere la soluzione dell’enimma. Non è un esempio il risultato ottenuto da due anni fa dal biologo Delage che ha fatto schiudere delle uova di ricci di mare, non anteriormente fecondati? non è una vera creazione artificiale di esseri viventi? La via che seguiamo noi è scientifica nel senso ordinario della parola? Lo vedremo dopo, in seguito alle esperienze, e nella lontana ipotesi che le esperienze possano raggiungere la perfezione, il metodo nostro (saremmo dei settari se non lo facessimo) lo metteremmo alla portata di tutti i laboratori profani pro salute populi. Parlare ora di questi metodi è anche prematuro non solo, ma ridicolo, quando si vede che fra studiosi e studiosi di simboli alchimici vi è grande disparità di interpretazione che non è possibile intenderci – eppure l’alchimia di ieri sarà la scienza concreta e officiale del domani. Il nostro proposito non è di far discussioni; come nella scuola, il metodo è positivo: provare, esperimentare, riuscire. Dopo verranno altri, se riusciremo a trovare le leggi e a presentarle con tutto il corteo scientifico per consolidarne i procedimenti.

  Questo che io accenno è argomento sul quale ritornerò, ma per darle un lontano esempio dei garbugli alchimici, le voglio ricordare che questo mercurio, il quale, almeno pare riuscito, è un nome che si presta a mille interpretazioni e ognuno degli studiosi lo capisce in un modo o nell’altro leggendo i trattatisti di ermetismo alchimico. Affinchè non si prenda abbaglio io le dico che il nostro mercurio è metallico ottenuto con trattamento continuo del fuoco o fornelli a dodici lampade, per triplice saturazione sofica, facendolo lambiccare a bagnomaria… tutte bestemmie per lei, ma tutte verità per noi a parole chiare, perché in ogni molecola o milionesimo di molecola vi è messo dentro un poco di quella materia cosmica o eterea che fa l’anima dell’uomo, con questo si vuol dire che nel nostro mercurio v’è una parte importantissima dell’essenza vitale dei suoi preparatori. Questo primo prodotto – scarso come quantità, non ne abbiamo fatto una trentina di grammi e il resto è andato perduto – lo abbiamo in gran parte distribuito in esperimento. Se ne desidera si rivolga alla Accademia che conosce. Lo adoperi a dosi non superiori al centigramma e non più di una volta al giorno in tutte le infermità che portino alterazioni chimiche del sangue o nei tessuti. La nostra, come ben sa dall’organizzazione della Scuola, cui nessuno è obbligato a contribuire, è opera perfettamente gratuita. Il medicinale non si paga. Il Laboratorio non chiede niente a nessuno e vive di vita indipendente e per soli esperimenti dei suoi fondatori. Il bilancio del primo semestre 1906 è rappresentato da lire 3500 versate dai componenti e collaboratori della piccola società esperimentale, e dalla contribuzione di due signore amiche, Maria Prima che ha donato 200 lire e Alcinea altre lire 300. Una somma versata di 4000 lire con un deficit già di altrettanto o poco più. Divida questa somma per trenta grammi di mercurio, e vedrà a che prezzo dovremmo far pagare al grammo il medicamento. L’alchimia, come vede, anche senza proporsi per fine di far l’oro, divora danaro con un appetito formidabile, andremo innanzi con l’aiuto della Provvidenza, senza bisogno di vendere e chiedere a nessuno. Anzi appena ci sarà possibile di creare, con fondo speciale, una sezione di omiopatia, elettromiopatia e medicina vegetale, come s’intende profanamente, il nostro Laboratorio, richiesto, concederà sempre GRATUITAMENTE.

  Chieda quindi quando vuole, al direttore del Laboratorio Sperimentale e con un certo anticipo perché, come ben sa dall’indirizzo, il Laboratorio è all’estero, ove risiedono in continuazione i suoi fondatori ed occorre un po’ di giorni per ottenere.

  Solamente ci deve essere cortese di esperimentarlo e riferirci sull’efficacia dei prodotti ermetici. E di questo la ringrazio. Speriamo nel tempo più breve di istituire anche un ospedale nostro, un altro piccolo tentativo per esperienze positive delle forze occulte dirette alle guarigioni di malati abbandonati, uniformandoci alle leggi dello stato in cui tali istituzioni saranno possibili.

 

 

ó La regola dei novizi

 

A.B. – Roma. – La regola nel nostro noviziato non ha bisogno di spiegazioni, ma volendone basta

rivolgersi alla segreteria centrale. Il bagno deve essere fatto all’ora della fase, infallantemente. Questo è il rito puro. Come ripiego può esser fatto o sette ore, o quattordici ore, o ventuno ore dopo: questo perché di sette in sette ore si trova costantemente la stessa influenza. Non bisogna mai dirigersi a condiscepoli, che possono, per altre ragioni, seguir riti diversi. Non comprendo perché trovar dubbi quando la regola è chiara (q. C.) e il ripiego entra nella regola generale.

  Sul vitto del digiuno lunare è superfluo spiegare: nelle ventiquattr’ore mangiare una sola volta e cibi non provenienti da animali morti. Quindi non carne, non pesce, non estratti di carne, non lardo, non strutto. Il resto ad libitum… presupposta le temperanza che è obbligatoria per regola generale.

  Di purgazione non se ne parla, né nella prima regola del 1896 né in questa che è la stessa della prima. Si trova introdotta la purgazione nell’uso di parecchi che vollero seguire i riti solari. Ora perché domandare di purghe quando non ve ne è prescrizione?

    Meditazione? Chi ne ha mai parlato nella regola? ma dico io, perché fare una miscela anche con pratiche che non ci appartengono e che non sono prescritte? – Sotto la direzione di anziani, o maestri, o terapeuti allenati, alla contemplazione attiva o abituati allo stato di ricettività, si possono seguir metodi che non sono esclusivamente nostri, ma ascetici; però non è il caso di affliggersi per cosa che non è prescritta.

  La regola deve essere praticata con semplicità, e nelle brevi cose che prescrive. Se ci si domanda di più non mi pare che sia il caso di farvi entrare quello che non vi è.

  E’ bizantino far questione del modo di bruciare i pentacoli e sulla carta. Basta bruciare comunque e dovunque e tracciare su carta anche straccia che è lo stesso. Il valore è nel segno non nella carta e il fuoco del fiammifero, della lampada, del carbone è sempre fuoco.

  Per gli infermi gravi attenersi alla regola (fas. C. pag. 15-II.) il primo numero della M. E. non è la regola.

  In presenza di una indisposizione o di una infermità leggiera che fare? – Pregare e imporre la mano. Se v’è un medico, aiutare con la preghiera l’azione del medico. La preghiera nostra rituale è sempre la stessa, una, due o tre parti del rito quotidiano.

  Tra le infermità leggiere tu metti l’emicrania. Non te lo far sentir dire da chi ne soffre. La scienza medica trova un rimedio anti-ermetico ogni semestre e l’emicrania vive sempre indomita.

      Per questo flagello delle signore sensibili ricordo di aver letta un’antica ricetta:

  Coci le mele, cospargici polvere di rafano secca, spezia levantina et polvere di ossa di galletto… La polpa delle mele cotte così conciate si applica al pube del sofferente, il che faragli votare orina rossa et la mala dolentia andrà via in pochi minuti”.

  Questa ricetta è attribuita al Dottore et Cavaliere Messer Leonardo Fioravanti Bolognese eccellente autore del Tesoro della Vita Humana (1603) ma chissà chi dottore l’avrà partorita!…

  Così in un altro libro di segreti maravigliosi trovai che, legando ad uno piede, che si era storto, uno ranocchio vivo, dopo sette ore il ranocchio zoppica e il piede è guarito! Così le frottole miracolose si moltiplicavano nei secoli scorsi … e si facevano chiamare medicina. Almeno ora abbiamo le quarte pagine dei giornali!

 

 

ó Hermes” Rivista di studi esoterici

 

  Ricevo il N.2 della nuova rivista di studii esoterici, che si pubblica a Ferrara, e con letizia saluto questa nuova pubblicazione in Italia, che è povera abbastanza di pubblicazioni spiritualiste. Auguro all’Hermes che si definisce indipendente con programma di affratellamento di tutte le scuole, vita prospera e lunga e gloriosa.

  Chi mi manda l’esemplare vorrebbe da me dei chiarimenti, che non so dare, sul contenuto del fascicolo. Ne domando scusa, perché io ignoro troppe cose, di cui faccio la scoperta, arrossendo ogni volta che mi capita in mano un giornale o un libro nuovo, come non sapevo ora della esistenza di una Società Alchemica Italiana a cui mando subito la mia adesione perché desidero innanzi tutto di apprendere.

  Consiglio di rivolgere le domande alla direzione della rivista Hermes. Per esempio il significato esatto di Demiurgo nel senso martinista o gnostico, non posso definirlo nella possibilità di tradire il pensiero degli scritttori. In quanto poi all’asserzione: La parte pratica dell’occultismo è venuta in Europa per mezzo degli arabi i quali avevano ricevuto la scienza Occidentale dagli Gnostici restati in Egitto. Discendente diretto di quei grandi iniziati è Martines de Pasqually – io non so se vi sia qualche errore tipografico. Perché vorrebbe dire, leggendo il periodo così, che in occidente prima della invasione moresca nella Spagna non vi erano praticanti di scienze occulte…  e questo, non lo giuro perché non me ne sono mai occupato, mi pare un poco esagerato. Che diamine, prima, nessuno sapeva far niente? E l’iniziazione pagana non aveva posseduto e lasciato niente? In ogni modo io mi meraviglio come l’Italia non si sia mai occupata di tali pratiche. Vedete che certe cose le apprendo ora se sono così.

 

 

ó Altruismo

 

 N. Milano. – Vuoi provare a te stesso se sei altruista al punto di diventare un terapeuta? – Domanda a te stesso se hai tanto amore da guarire un tuo nemico, sapendo di scontare per lui gli stessi dolori. Prova. Vinci la prova e basta. Anche qui non esagerare.

  Curare magicamente o taumaturgicamente con l’imposizione delle mani, come i santi, non significa invocare che il male passi su di te. E’ un errore il pensarlo e il volerlo – perché avviene così desiderandolo. Invece stendi la tua mano, recita le preghiere rituali, e la preghiera (che è un condensatore di forze psichiche) se ben fatta disperde il male e guarisce senza aver bisogno di essere il male digerito da te in altro modo. Un terapeuta che ammala è un non senso – l’equilibrio psichico è coerente e omologo all’equilibrio fisico. E’ una piccola follia generosa dei mistici e dei magnetisti questa di voler assorbire il male che infesta il corpo di un ammalato che si vuol guarire. Facciamone a meno se è possibile, ed è logico.

  Il sacrificio di una madre pel figlio è sempre eroico. L’eroismo fuor di luogo è anche un errore. Se sei entrato in una scuola di filosofia, pensa col buon senso italico. Poniamo un esempio dato da te. Una donna cui nuoce di fare il bagno di mare ha un figlio che il bagno marino, secondo i medici, deve guarire del suo linfatismo. Vuoi la mia risposta, con l’intenzione della Scuola? – Parla il buon senso di Ermete: se alla madre nuoce, al figlio non può giovare – e se al figlio deve giovare, alla madre non verrà danno. Siamo in teoria, dirai tu. No, scendi alla pratica. Dì alla mamma che pensi che l’acqua e il mare non nuocciono a lei o che il linfatismo del figliolo può guarire anche senza il mare. Prova. Raccomandala alla catena delle anime oranti – troverà o che il mare non le farà male, o un mezzo migliore del mare nel caso specifico del figlio. 

 

 

ó Medium e la medianità

 

  S. O. Spezia. – Lo studio più moderno che potete leggere in italiano sui mediums, e che io conosco, è quello del Prof. Zingaropoli Sedute Negative che finisce nel penultimo fascicolo di “Luce e Ombra” di Milano. E’ ricco di osservazioni giustissime in cui si vede con quanto amore l’A. studia il problema obbiettivamente e positivamente – dico però delle osservazioni fatte sui mediums, a parte, s’intende, le idee di manifestazioni degli spiriti dei defunti o disincarnati, che a noi non riguardano e non entrano nel nostro modo di vedere. In sostanza tutte le investigazioni sugli stati psichici del medium, sulle partecipazioni degli sperimentatori, sulla suscettibilità del medium, sulla influenza della luce a far cessare manifestazioni turbanti, sono dette benissimo e chiaramente.

 

                                                                              G. Kremmerz. 

 

                                           
 


[1] Petrosellinum sativum ed Apium petroselinum.

[2] Lectuca vativa o capitata – La lactuca virosa rassomiglia alla cicoria selvaggia – il suo principio attivo è la lactucina narcotico che ha quasi la proprietà del giusquiamo.