Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
Kremmerz – STORIA – L’assetto definitivo (1909)

Kremmerz – STORIA – L’assetto definitivo (1909)

GIULIANO KREMMERZ – OPERA OMNIA

Kremmerz - Giuliano Kremmerz

“Storia della Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam”

L’assetto definitivo (1909)

Il 22 dicembre 1909, preceduta da una toccante relazione ai Dodici Supremi Vecchi Maestri del Collegio Operante, in una riunione tenutasi presso il Grande Ordine Egiziano, venne promulgata la Pragmatica Fondamentale. Con l’approvazione formale di tale documento fu abrogata la Regola di 1° Grado del 1896 e ancora una volta, dopo quattordici anni di operato di Kremmerz in qualità di Delegato Generale della Fratellanza, il mandato venne ribadito, a conferma del fatto che la Miriam era posta sotto il diretto controllo e la protezione del Grande Oriente Egizio, quale emanazione diretta di esso. Come richiamo alla tradizione pitagorica e romana dell’ermetismo italico, cui la Miriam si ispira e di cui è continuatrice fedele, venne assunta la dicitura: Schola Philosophica Hermetica Classica Italica – sphci.

Con questo atto solenne la Fratellanza venne “definitivamente” strutturata per diventare “più stabile e meno precaria che in precedenza”.

Gli aspetti organizzativi e i contenuti dottrinali vennero ora presentati e consegnati in tre nuovi distinti fascicoli:

1) il Fascicolo A o Pragmatica fondamentale, che riporta le regole generali della nuova organizzazione, i gradi che la compongono, le rispettive mansioni e responsabilità, il rapporto tra i singoli aderenti, sempre in relazione al fine unico dell’evoluzione individuale;

2) il Fascicolo B o Preliminari di Pace, che in 22 punti illustra dal punto di vista dottrinario i principi ermetici della Schola;

3) il Fascicolo C, che contiene la regola e la rituaria di base.

Kremmerz assunse la direzione della Scuola quale Delegato Generale e Segretario del Collegio Operante, mentre come “segretario del Maestro per gli affari inerenti alla Fratellanza”, fu designato Domenico Lombardi.

Di freschissima nomina, quest’ultimo inviò il 30 dicembre del medesimo anno una circolare nella quale venivano richiamati e ribaditi alcuni punti cardine della nuova organizzazione, volta a “dare un assetto definitivo alla Fratellanza”. Si trattava ancora una volta di questioni di principio: scrupolosa osservanza delle regole, disciplina come fondamento di successo, di propaganda, di esempio e concordia, di “proselitismo”, ovvero impegno da parte di ogni nuovo Fratello nella ricerca di almeno dodici nuovi aderenti.

Agli iscritti fu consegnata una pagella con cui il novizio veniva nuovamente vincolato alla più assoluta riservatezza in merito alle istruzioni ricevute. La pagella recava a piè di pagina due diciture: quella di Segretario del Capitolo Operante e quella di Maestro Presidente del Capitolo Operante. Kremmerz apponeva la propria firma sotto la prima dicitura mentre sotto la seconda veniva posta la cifra geniale, da usare per la chiamata del proprio genio complementare. Tale segno avrebbe perso ogni valore evocatorio se comunicato ad altra persona, fosse anche appartenuta alla Scuola. Alla pagella venivano accluse a parte alcune note aggiuntive stilate direttamente dal Maestro ed inerenti alla natura ed alla situazione animica di ciascun iscritto, indirizzate al Preside della Accademia di appartenenza, affinché egli lo potesse guidare con maggior cognizione di causa. Quest’ultima parte si spingeva talvolta così in profondità da contenere addirittura indicazioni su fatti delle vite precedenti del Fratello in questione che giustificavano le sue attuali tendenze palesi o le sue latenze, nonché previsioni sull’epoca della sua morte in questa vita e sulle sue probabili cause.

Nel periodo che stiamo analizzando, dopo che il Maestro aveva preparato la pagella e il cordone, li inviava al Segretario Generale (Domenico Lombardi) il quale provvedeva ad aggiornare l’archivio della Scuola e subito dopo li inviava al Preside preposto affinché costui li consegnasse al nuovo Fratello assieme ai fascicoli.

Da quanto abbiamo detto dovrebbe risultare del tutto evidente che il Kremmerz nel redigere le pagelle si serviva dei suoi poteri magistrali e non era tenuto a ricorrere a documenti cartacei, “tabelle e sestanti”, o cifrari di qualsiasi sorta. Per ragioni che dovremo affrontare in seguito, in tempi recenti è invece invalsa l’errata convinzione che basti possedere qualche fascicolo o cifrario per preparare la “pagella” di un Fratello o Sorella di Miriam. In realtà senza un Ibi magistrale perfettamente sviluppato è impossibile anche solo individuare l’esatta astralità della persona, tanto è vero che dopo la morte del Kremmerz né Borracci né Bonabitacola, i Presidi preposti alla guida delle uniche due Accademie rimaste, hanno mai pensato di scimmiottare l’operato del Kremmerz attingendo ad esempio alle numerose cifre dei Fratelli defunti, di cui conservavano copia nei loro archivi, o peggio ancora presumendo di avere la capacità di percepirle direttamente dall’astrale. Ma di ciò ci occuperemo nel proseguo.

Apertura delle prime accademie

L’impulso conferito dalla nuova organizzazione non tardò a dare i primi risultati. In breve tempo nacquero altri centri e quelli già esistenti si consolidarono. Ne dà notizia Pietro Bornia in una serie di schede relative alla storia delle tradizioni religiose, contenute nel vi raccoglitore dei suoi appunti personali ed intitolato: “Le società iniziatiche”.

Domenica 23 gennaio 1910 venne fondata a Bari l’Accademia Pitagora, con sede in via Putignani 257; le funzioni formali di preside furono assolte dall’avvocato Carlo Vignali, ma la guida iniziatica dei singoli Fratelli fu sempre di stretta competenza dell’avvocato Giacomo Borracci, considerato negli anni a venire se non già allora il discepolo più progredito del Maestro.

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Il 4 novembre 1910 sorse a Napoli l’Accademia Sebezia:

“Anche a Napoli, amata patria del Kremmerz, durante secoli ininterrottamente centro attivo di studi ermetici, sorse, fondazione Kremmerziana, l’Accademia Sebezia, cui il Maestro prepose Domenico Lombardi”[1].

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Nel marzo 1910 a Taranto nacque l’Accademia Porfiriana.

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Il 5 maggio 1910 a La Spezia sorse l’Accademia Giuliana.

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Il 3 maggio 1911 venne fondata a Roma, da nove soci attivi e con sede in via Montoro 19, l’Accademia Vergiliana, posta sotto la direzione centrale della Miriam ovvero di Kremmerz; Pietro Bornia, entrato nella Fratellanza nel 1899, fu nominato Preside.

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Il simbolo dell’accademia, riportato in un timbro per gli atti ufficiali, era un aratro con la scritta Uncique puer monstrator aratri.

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L’aratro voleva simboleggiare l’indirizzo al Nume perché fosse “propizio in tutta l’opera di dissodamento” che gli aderenti si accingevano a compiere, mentre la scritta significava nelle intenzioni dei fondatori “E tu fanciullo inventore dell’adunco aratro [siimi propizio].” Il fanciullo o puer è l’iniziato Trittolemo che da Demetra fu educato e istruito nell’agricoltura[2].

Quale segno e coronamento del fervore che animava la vita miriamica di quel periodo restano l’istituzione, per tutti i Fratelli iscritti, del rito primaverile di Ariete da compiersi individualmente o collettivamente, e due iniziative editoriali di più larga risonanza.

Nel 1910, per i tipi della casa editrice Luce e Ombra, viene pubblicata La Porta Ermetica, uno dei testi di Kremmerz più conosciuti e più diffusi.

Nel medesimo anno inizia altresì la pubblicazione della rivista Commentarium, la cui redazione fu affidata a Giacomo Borracci. Oltre a Kremmerz vi scrissero figure di grande valore come lo stesso Borracci, Pietro Clemente, Jesboama (nome iniziatico di Luciano Galleani), Giacomo Catinella, Pietro Bornia e, certo non ultimo, Ottaviano[3], il quale tuttavia, dopo aver pubblicato alcuni articoli magistrali – valga per tutti quello sulla divinazione pantèa – declinò l’invito alla collaborazione dissentendo con l’eccessiva apertura al dialogo voluta dal Maestro.

Il 10 novembre 1910 morì Giustiniano Lebano. Non ci è dato sapere chi gli sia succeduto quale Jerofante del Grande Oriente Egiziano[4].


[1] Vinci Verginelli, Bibliotheca Hermetica, Nardini editore, Firenze 1986, p.12. Questo libro è “un catalogo alquanto ragionato della raccolta Verginelli-Rota di antichi testi ermetici (secoli xv-xviii)”. È infatti il catalogo della donazione, fatta da Verginelli all’Accademia Nazionale dei Lincei, dei libri antichi raccolti da lui e da Nino Rota in un quarantennio di amicizia e di ricerca. Si tratta di un’opera di grandissimo valore, utile a tutti gli studiosi, ut quaerant et inveniant et lux fiat in eis. Come specifica nell’introduzione, l’Autore aveva ricevuto il suggerimento di redigere un catalogo delle opere ermetiche presenti nelle biblioteche italiane da Kremmerz stesso nel dicembre del 1929, dopo che sulle pagine del Commentarium già Ottaviano aveva sottolineato la deprecabile mancanza di un simile sussidio. Certo “il catalogo” costituisce solo l’avvio di tale lavoro, ma il fondo Verginelli-Rota, per la quantità ed ancor più per la qualità e per la rarità dei testi raccolti, costituisce oggi uno dei più importanti e prestigiosi fondi alchimici del mondo.

[2] Il detto in latino è tratto da Virgilio, Georgiche, 1,19. La notizia si ricava dal Bollettino del Circolo Vergiliano nel numero del 15 ottobre 1914.

[3] Nome iniziatico di personaggio non perfettamente individuato: i più lo riferiscono a Leone Caetani, mentre altri vogliono che sia da riferire all’ingegner Ottaviano Koch. Abbiamo la nostra idea al riguardo, fondata su testimonianze orali di iscritti all’Ordine, ma non essendo in possesso di documenti che possano attestarne inequivocabilmente l’identità, soprassediamo dall’esprimerla.

[4] Ci asteniamo dal fornire un nome, poiché coloro che conoscevano la reale identità del successore rimasero fedeli al patto di silenzio sancito coll’Ordine, non confermando né smentendo la sua presunta identità.

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