Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
Kremmerz – STORIA – La fondazione della Miriam

Kremmerz – STORIA – La fondazione della Miriam

GIULIANO KREMMERZ – OPERA OMNIA

Kremmerz - Giuliano Kremmerz

“Storia della Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam”

La fondazione della Miriam

Non si conosce con precisione la data in cui Kremmerz concepì l’idea di creare la Miriam e cominciò a lavorare alla sua realizzazione. Ufficialmente l’inizio della diffusione del suo pensiero risale al 1896 con la stampa del fascicolo con cui annuncia la pubblicazione della rivista Il Mondo Secreto, Avviamento alla Scienza dei Magi[1]. Tuttavia, nel terzo dei Dialoghi sull’Ermetismo, pubblicati fuori commercio nel 1929, Kremmerz allude all’origine della propaganda miriamica facendola risalire a trentacinque anni prima e dunque al 1894. Probabilmente questo può essere considerato l’effettivo terminus post quem della sua missione iniziatica.

L’atto formale di nascita della Fratellanza di Miriam è comunque iniziaticamente fissato al 20 marzo 1896, data in cui, in una riunione del Gr.˙. Or.˙. Eg.˙., il cui Gran Jerofante era allora l’avvocato Giustiniano Lebano, fu approvata la Regola di 1° grado della Fr+ Tm+ di Miriam, la cui sede fu stabilita a Napoli in via Principessa Elena, n. 17.

Anche se possediamo la data ufficiale solo di questo testo, sono tre i documenti emanati in quel periodo e probabilmente redatti nella medesima occasione:

1) Il Patto fondamentale di costituzione della Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam;

2) Il Regolamento della Fratellanza di Miriam, Scuola Pitagorica;

3) La Regola di 1° grado.

l primo testo espone i principi ideali su cui si fonda la Fratellanza, mentre il secondo riguarda l’aspetto più propriamente organizzativo. Tanto l’uno quanto l’altro comparvero sul nono fascicolo (settembre 1899) de Il Mondo Secreto, stampato a Napoli da Detchen & Rochol. Il Patto venne poi ripubblicato sul primo numero de La Medicina Ermetica, edita sempre a Napoli e concepita come un vero e proprio bollettino interno[2]. La Regola di 1° grado invece, di gran lunga il documento più importante dei tre, era destinata ai Fratelli in quanto conteneva la rituaria e come tale fu esclusa dalla pubblicazione e venne consegnata personalmente ai singoli iscritti.

L’importanza di questi documenti è tale da meritare ulteriori considerazioni. 

I primi documenti ufficiali della Fratellanza di Miriam

 Il Patto fondamentale sancisce prima di tutto la natura della Fratellanza, descrive la sua costituzione essenziale ispirata non a concezioni umane ma a leggi templarie e fissa le norme per potervi accedere.

La Miriam, avente come scopo primario la pratica della medicina occulta a beneficio degli iscritti “e di tutte le persone sofferenti che ad essi ricorrono”, è imperniata “sull’amore del proprio simile e sulla più trascendentale carità”.

Essa è formata da un Capitolo Operante composto:

– da dodici Maestri e da un Delegato Generale con poteri limitati,

– dai Fratelli e dalle Sorelle Terapeuti di Miriam,

– ed infine da tutti i beneficiati i quali vengono definiti anch’essi, cosa di non poco conto, Fratelli e Sorelle.

Per ciò che concerne le norme di ammissione, vengono adottati criteri di massima apertura: l’iscrizione infatti è possibile a tutte le “persone oneste”, purché si adoperino per il bene degli altri in modo disinteressato; l’unico vincolo è che si impegnino a mantenere segreti tutto ciò che riguarda strettamente la loro attività iniziatica. L’obbligo al silenzio e alla riservatezza viene dunque posto fin dall’inizio come un punto fondamentale del cammino miriamico in tutte le sue fasi.

I quarantadue articoli del Regolamento illustrano in dettaglio la struttura organizzativa, le funzioni e le competenze dei singoli soci secondo il loro grado gerarchico, e il funzionamento dei circoli e delle accademie. Questo documento è suddiviso in tre capi:

a) la Scuola, ove sono date le regole relative al funzionamento del Circolo e al comportamento dei soci;

b) i Fratelli, ove sono chiariti diritti e doveri di ogni membro;

c) l’Amministrazione, ove sono specificati tutti gli aspetti prettamente organizzativi.

Dalla lettura di questo documento emerge una struttura articolata, sia per gradi che per funzioni, sul modello delle massonerie dell’epoca; non a caso Kremmerz scriverà più tardi: “Questo ho compiuto … mutando le logge in accademie”[3].

Oltre ad esporre i principi generali contenuti nel Patto ed illustrare le norme specifiche che formano il Regolamento della Fratellanza, la Regola di 1° grado ha come finalità l’esposizione dei primi elementi della pratica ermetica vera e propria.

Il linguaggio stringato del Regolamento, benché a tratti assuma toni decisamente ieratici, diviene ora più semplice e caldo, nel delucidare i principi ermetici e le basi dottrinali su cui si fonda la Scuola. Vengono così fissati e comunicati i concetti fondamentali, quelli stessi che nel tempo verranno costantemente ripresi e ulteriormente approfonditi in documenti più articolati.

Letta in questo modo, la Regola fornisce indicazioni utili a comprendere lo spirito, le finalità e i mezzi che costituiscono la vera peculiarità della Fratellanza di Miriam rispetto alle altre scuole che concorrevano a formare il panorama iniziatico dell’epoca, sia italiano sia europeo.

La Regola è divisa in due parti: la prima, intitolata Istruzioni generali, è costituita da 33 articoli relativi alla vita della Fratellanza; la seconda, denominata Istruzioni particolari, contiene la rituaria individuale.

Nelle Istruzioni generali vengono affrontati temi relativi al ruolo della Fratellanza, dei singoli aderenti e dei loro rapporti reciproci; in buona sostanza è tracciato il profilo morale cui i singoli soci, Fratelli e Sorelle, devono aderire per “diventare la fonte invisibile e inesauribile di ogni bene morale, intellettuale e materiale”.

Nell’articolo 1 viene ribadito che la Fratellanza si occupa di medicina occulta “in pro di coloro che, per umana solidarietà hanno diritto all’aiuto dei più anziani”.

Viene inoltre enunciato un punto fondamentale che nei decenni successivi sarà stato oggetto di molteplici interpretazioni: “Come Fratellanza Occulta è incaricata delle pratiche dell’Alta Scienza, ed è, come tale, la preparazione all’Ordine del Rito Egizio e il suo circolo esterno”.

I Fratelli anziani possono “giovarsi dello studio della Scienza Arcana per aiuti che non siano di sola medicina e psicurgia: formando la Fratellanza di Miriam una vera scuola iniziatica per coloro che avranno la costanza, l’intelletto e l’amore per la verità”.

L’importanza di questo passo consiste nel chiarire fin da subito che la Fratellanza può e deve essere intesa, dalle persone più progredite, come un’organizzazione o Scuola propedeutica, cioè preparatoria ad un ulteriore cammino iniziatico, per sua stessa natura assai lungo e complesso, da compiersi sotto l’egida dell’Ordine Egizio, e di cui la Miriam costituisce solo una delle sue dirette emanazioni.

Questo punto, che per essere compreso a fondo necessita un’ampia conoscenza del contesto iniziatico in cui si svolse l’operato di Kremmerz, sancisce comunque il fatto che uno degli scopi della Fratellanza consiste nel preparare i singoli ad un più completo sviluppo animico. Questo punto è importante perché chiarisce ad ogni fratello come la terapeutica, rispetto a questo fine più alto sia mezzo e non fine, ancorché sia un mezzo scelto ad hoc e per ragioni specifiche.

Viene inoltre stabilito anche un altro punto che merita attenzione: ogni aderente ha “l’obbligo di lavorare per la diffusione della sua filiazione” presentando almeno dodici nuovi membri per poter passare di grado (articolo 8).

Spesso questa norma è stata ritenuta soltanto una forma assai marcata di proselitismo, ma se da un lato Kremmerz non ha mai nascosto che l’efficacia della catena terapeutica dipende in misura non trascurabile anche dal numero dei Fratelli oranti che la compongono, dall’altro occorre dire che questa indicazione cela una ben precisa legge occulta relativa alla costituzione delle “catene” iniziatiche, legge che si riverbera però anche sull’ascenso individuale di ogni singolo Fratello, il quale solo se dotato di qualità specifiche e particolari può venire avviato alla conquista del magistero iniziatico senza aver adempiuto ad essa, cioè senza aver dato segno di aver sviluppato e manifestato un forte magnetismo di natura benefica, al contempo sanante ed attrattivo.

Viene poi definito l’aspetto finanziario: la Fratellanza è un ordine povero le cui uniche risorse economiche sono rappresentate da donazioni e oblazioni che devono servire per le spese correnti; il residuo è da destinarsi ai fratelli bisognosi, alle loro famiglie e alla preparazione di medicine gratuite nel laboratorio ermetico (articoli 15 e 16).

Il resto degli articoli della prima parte espone le basi teoriche fondamentali della pratica ermetica che il Fratello dovrà compiere, mentre la seconda contiene le istruzioni rituali vere e proprie.

Sul modello delle antiche scuole dei misteri, come abbiamo detto, la Miriam ripropone in chiave adatta ai tempi e in modo squisitamente laico le regole e i metodi dell’iniziazione templare isiaca.

Ad ulteriore chiarimento dei principi e del ruolo della Fratellanza, Kremmerz emanò in data 26 dicembre 1898 una circolare di grande importanza storica:

“Gli ordini di origine magica, occulti o palesi, in gran parte sono conosciuti nella loro influenza sulla umana società in politica ed in religione – manca una Fratellanza Spiritualista magica, modesta per quanto utilmente pratica, che si occupi della sola esplicazione delle forze e dei segreti della magia in pro di tutti i sofferenti che ad essa ricorrono – così io restauro la Fratellanza Terapeutico magica di Miriam, ad esempio delle antichissime isiache egiziane di cui più recente e nota imitazione è la Rosa + Croce”.

Il testo prosegue:

“A questo nome cabalistico di Miriam ed alla sua secreta significazione, corrisponde una coorte di intelligenze e di spiriti e demoni che hanno una diretta influenza nella evoluzione animica degli uomini, e quindi sulla salute della carne. La scienza e la pratica dei magi insegna tre cose:

1° che non vi è infermità del corpo fisico che non risulti da squilibrio dello spirito e dall’aura psichica umana;

2° che non esiste altra terapeutica che la spirituale o divina, la quale o fa a meno delle droghe o se ne serve per mera colleganza delle facoltà analogiche dello spirito umano;

3° che quando lo spirito dell’uomo è pronto alla vita del mondo invisibile, è delitto arrestarne la dipartita”.

Scarsa documentazione è rimasta intorno all’attività della Miriam in quel periodo, né sappiamo quante e quali fossero le sedi allora attivate oltre all’Accademia di Napoli, alla cui presidenza fu posto il conte Garin di Cocconato.

Nella sessione del 14 Luglio 1899, vennero assegnate le seguenti cariche:

– Avv. C. Basan, segretario particolare della Delegazione Generale (incarico temporaneo),

– D. di Bolmar, (alias Domenico Lombardi), segretario generale del Primo Circolo di Miriam,

– Saverino Palombo, aiutante del segretario del Primo Circolo,

– Luigi Palazzi, incaricato delle commissioni che arrivano a Napoli dai Fratelli lontani (camici, cordoni, medicinali, ecc.),

– Pietro Scalini, incaricato per la propaganda a Milano.

La maggior quantità di informazioni è data da La Medicina Ermetica, il bollettino interno alla Scuola, la cui uscita era stata preordinata già dal lontano 1896 e fissata per l’aprile del 1899, leggiamo infatti all’articolo 27 della Regola di 1° grado:

“Il Cap+ Op+ delegherà il suo segretario per la propaganda, assumendo costui innanzi alla società profana tutta la responsabilità dei suoi atti, e redigendo un Bollettino della Fr +, sotto il nome di La Medicina Ermetica che sarà l’organo della fratellanza a cominciare dall’Aprile 1899, con sede dove il Capitolo operante crederà più opportuno di destinare”.

Questa precisazione non è di poco conto perché dimostra in modo incontrovertibile come non solo la creazione della Scuola ma persino la sua conduzione fossero già state fissate per iscritto nei tempi e nei modi fin dal 1896, prima ancora che si cominciasse a pubblicare Il Mondo Secreto.

Il contenuto di questi documenti ci consente di comprendere perfettamente come, avendo fondato ufficialmente in data 20 Marzo 1896 una Scuola di magia, si rendesse necessario come prima cosa avere una pubblicazione che insegnasse almeno gli “elementi fondamentali della magia naturale e divina” secondo la tradizione specifica della Schola Italica; analizzandoli da vicino si può vedere come essi siano, per forza di cose, molto simili ma non identici a quelli di altre scuole di magia sorte in Europa in quegli stessi anni. Si pensi ad esempio alla scuola francese gravitante attorno al risveglio martinista voluto da Papus, o alla scuola anglosassone della Golden Dawn rappresentata soprattutto dal Mathers[4].

Come si può infatti pensare di fondare una scuola di magia senza che ai suoi aderenti venga data la possibilità di leggere e meditare un corpus dottrinale di base che ne esponga almeno gli elementi teorici essenziali a comprendere il tipo di operatività che viene proposta? Può esistere una scuola senza testi su cui studiare e formarsi? Si tenga presente che all’epoca le uniche opere esistenti di tale natura, il De occulta philosophia di Agrippa e i diversi volumi di Eliphas Levi, non erano ancora state tradotte in italiano ed erano quindi accessibili solo a chi conosceva il latino e il francese; per non parlare dei limiti dottrinali di tali testi (il Maestro fu critico soprattutto nei confronti di Agrippa) che non possono sfuggire quando se ne confrontino i contenuti con quanto esposto negli Elementi di magia naturale e divina, opera magistrale e senza eguali nella storia contemporanea della Magia.

Si comprende dunque la necessità della pubblicazione de Il Mondo Secreto prima dell’apertura della Scuola, che era già stata fondata ma che non era ancora stata resa nota proprio in ragione del fatto che solo pochissime persone in Italia possedevano allora un bagaglio di nozioni ermetiche sufficiente per aderire consapevolmente e proficuamente alla erigenda Scuola. Il grande numero andava invece preparato ed il modo migliore per farlo fu ritenuto la pubblicazione di una rivista periodica, la cui durata e i cui contenuti erano già stati fissati.

La Fratellanza di Miriam e l’Ordine Egizio

In buona sostanza, approvando la creazione di una nuova Scuola Isiaca, nel 1896 l’Ordine approvò contestualmente anche la pubblicazione di una rivista intesa a rendere noti per la prima volta in forma chiara e corretta gli elementi fondamentali dell’ermetismo. Il fine era uno solo: quello di permettere agli aspiranti alla Luce di compiere il proprio ascenso all’interno di una Scuola regolare che, attraverso lo strumento della terapeutica, doveva avviare i più progrediti alla conquista della Scienza Sacra nella sua forma più pura e tradizionale, secondo il sistema italico.

A questa operazione di altissimo magistero poteva provvedere solo un Ordine che fosse il custode secolare di questa Scienza Sacra, custode fedele e garante assoluto dei principi di essa. Poco o nulla sappiamo di quest’Ordine se non che a metà del XVIII secolo si è contemporaneamente manifestato e celato – il termine ermetico esatto è “rivelato” – dietro l’aspetto di una Massoneria di Rito Egizio noto come Grande Oriente Egiziano.

Resta il dato di fatto incontrovertibile che su approvazione esplicita e dunque per volontà precisa dell’Ordine Egizio, il 20 Marzo 1896, fu emanata e fondata una Scuola Isiaca di magia, sotto il titolo distintivo di Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam; fu decisa la pubblicazione de Il Mondo Secreto, una rivista che sarebbe uscita per due soli anni[5], affidata alla responsabilità del già incaricato Delegato Generale della Scuola. Questo periodico sarebbe poi stato sostituito con un bollettino interno alla Scuola di cui erano già stati fissati finalità, titolo, e mese esatto di uscita del primo numero.

Come si vede, fin dal 1896 erano già stati decisi i tempi e i mezzi che occorreva attuare per ottenere la realizzazione del fine voluto.

 Solo sugli ultimi numeri de Il Mondo Secreto (novembre e dicembre 1899) come prestabilito fu resa nota l’esistenza della Scuola formalmente fondata ben tre anni prima e forse già operante per un nucleo ristretto di iscritti conosciuti e qualificati.

Quando si dà vita ad una scuola iniziatica però, i mezzi umani non bastano per quanto efficienti possano essere, vennero infatti impiegati anche mezzi magici. Ripetutamente interrogato da parte di diversi Fratelli sull’opportunità o meno di eseguire il cosiddetto “Rito di novembre” riportato nella prima annata de Il Mondo Secreto (1898), Vinci Verginelli in diverse occasioni ebbe a ribadire a chi glielo chiedeva che essendo essi già Fratelli di Miriam, ciò non avrebbe avuto senso; la finalità di quel rito era infatti unicamente quella di permettere di trovare la Miriam stessa o meglio di riuscire ad entrarvi, eliminando qualora vi fossero stati, ogni sorta di impedimenti esteriori, familiari, lavorativi ecc., predisponendo coloro che lo eseguivano con successo al contatto occulto con le entità della Miriam.

“Quel rito serviva a trovare la Scuola o ad eliminare eventuali resistenze che ne ostacolassero l’ingresso”, queste erano le parole di Verginelli, che le aveva attinte direttamente dai suoi Maestri. È noto infatti il caso di diverse persone che, pur essendo riuscite ad entrare in contatto con membri della Fratellanza e dunque ad avere la possibilità fattuale di accedervi, per ostacoli di varia natura non hanno potuto concretizzare il loro desiderio se non dopo anni e persino decenni.

Come si vede, il progetto era talmente pianificato da tutti i punti di vista, che nel primo numero del La Medicina Ermetica Kremmerz dovette addirittura scusarsi per il ritardo della sua uscita. Egli scrive testualmente a pag. 2 del primo numero:

“Ai Nostri Fratelli

Secondo l’articolo 27 della nostra Regola di 1° grado, questo nostro bollettino avrebbe dovuto vedere la luce nello scorso aprile; invece si procrastinò la sua uscita a luglio, per studiare meglio i bisogni della nostra fratellanza spirituale e provvedere nei lati deficienti all’indirizzo dell’insegnamento scientifico da seguire”. 

Evidentemente l’intenzione era che il nuovo bollettino cominciasse ad uscire in Ariete, quando tutto ricomincia e le forze solari sono potentissime. Dovendo rimandare fu scelto in subordine il segno del Cancro periodo in cui Iside regna sovrana.

Poche righe dopo prosegue:

“Bisogna che i Fratelli abbiano un concetto chiaro della nostra Grande Opera, tanto da non confonderla con le istituzioni umane, né di immischiarla con i tanti tentativi di organizzatori di chiese nuove. Nella decadenza di tutte le istituzioni massoniche e religiose, egli per mandato, essendo i tempi maturi, riconduce alla fonte primitiva del Bene tutte le pecorelle smarrite dell’ovile, affinché nel secolo xx, dopo le convulsioni e le crisi che segneranno il bagno di salute, assorga alla umanità il novello sacerdozio che unisca in una stessa parola Scienza e Fede, cioè la Fede per la Scienza e la Scienza nella Fede”.

Una considerazione si impone su tutto quanto visto sinora. Certo è possibile che in alcuni punti del Mondo Secreto il Kremmerz sia stato un po’ troppo generoso rispetto a quanto gli altri Maestri dell’Ordine si aspettavano; è possibile addirittura che una parte delle gerarchie dell’Ordine non abbia mai condiviso e ritenuto opportuno l’operato di Kremmerz[6], nondimeno egli ci parla esplicitamente di “mandato”, ed infatti dai documenti in nostro possesso risulta che l’Ordine approva e decreta ufficialmente la creazione della Scuola nel marzo del 1896. Per di più, anche alcuni membri dell’Ordine partecipano alla redazione de Il Mondo Secreto; vi parteciperà persino il Gran Jerofante, Giustiniano Lebano, che nell’annata del 1899 pubblicò in due puntate uno scritto fondamentale: “Sulla iniziatura”.

La Fratellanza di Miriam è quindi, almeno negli anni che stiamo considerando, a tutti gli effetti una emanazione dell’Ordine, e non è sostenibile quanto è stato affermato in passato ed alcuni continuano ancora oggi ad affermare, e cioè che essa sia una pura creatura del Kremmerz, funzionale alla sua missione e strettamente legata alla sua individualità. Questo per ribadire che quanto riportato in alcune delle biografie del Kremmerz citate all’inizio è quanto mai discutibile. Chi ha asserito ripetutamente che l’Ordine era contrario alla Miriam, addirittura nella persona del suo Gran Gerofante, alias Giustiniano Lebano, e che Kremmerz avrebbe agito a titolo personale, deve spiegare come mai tutto era già stato stabilito e decretato prima ancora che uscisse una sola riga del Mondo Secreto.

La cosa è confermata dai documenti della Miriam dell’epoca ed è ribadita dai simboli che compaiono su di essi: il simbolo del sole e il Tetragrammaton posti entro il pentacolo di Salomone, a sua volta posto sotto la Corona d’oro, uno dei simboli dell’Ordine Egizio.

Documento - Giuliano Kremmerz

Di fronte a questi documenti, che costituiscono non opinabili punti di vista ma prove inoppugnabili, si comprende da un lato la aleatorietà di certe fonti e dall’altro la necessità che in futuro chi vorrà sostenere tesi di questo tipo porti se non prove certe almeno documenti probanti o testimonianze autorevoli a sostegno delle proprie argomentazioni, e non si limiti a vaghe disquisizioni personali.

Il bollettino interno: La Medicina Ermetica

Nella rivista La Medicina Ermetica oltre ai documenti già citati compaiono scritti di Kremmerz e di altri autori, nonché la corrispondenza con i Fratelli.

Nel primo numero figura lo scritto “De la Occulta Sapienza Salomonica, nelle due facce angelica e diabolica”. In esso Kremmerz propone lo studio dell’astrologia a partire dai concetti di analogia e di unità secondo le antiche tradizioni:

“I sette principi cabalistici, emanazione o facce del dio Unico sono rappresentati dai sette pianeti di cui il sole è il principale, non perché gli astrologi ignorino o neghino la volgare astronomia, ma perché analogicamente riferiscono a sette corpi celesti le sette virtù o forma settenaria della manifestazione divina”.

Tutt’altro che casuale è il titolo di questo scritto che apparentemente rimanda al celebre trattato di Agrippa ma in realtà si riferisce alla rituaria magica del Rito Egiziano. È noto infatti che Agrippa venne anche in Italia per studiare la magia, e che qui probabilmente ricevette sia nozioni teoriche che rituali di primaria importanza. Ciò potrebbe aiutare a comprendere come mai sul terzo numero della Medicina Ermetica Kremmerz avesse cominciato a far pubblicare la traduzione dell’Arbatel, un classico della magia eonica che, guarda caso, fu edito per la prima volta proprio in appendice al De occulta philosophia di Agrippa. Evidentemente il Maestro riteneva che certi classici, a ben vedere riconducibili alla matrice italica e fra loro collegabili a formare una rituaria perfetta, fossero degni del massimo interesse anche per i novizi della sua scuola.

Nel secondo e nel terzo numero compare inoltre uno scritto importantissimo anche se incompleto: “Risposte a un aspirante ermetista”, che espone in maniera chiara e semplice i principi basilari, della terapia ermetica, impreziositi da indicazioni veramente magistrali.

Vale infine la pena di spendere qualche parola su quella sorta di pubblicità a prodotti che possono sembrare strani ma che si sbaglierebbe a considerare “banali”. Pochi infatti sanno che Kremmerz collaborava sia in Italia sia all’estero con diversi farmacisti importanti, alcuni dei quali erano anche suoi discepoli, da lui istruiti a produrre rimedi galenici di natura ermetica a dispetto delle apparenze. I rimedi pubblicizzati possono forse far sorridere, ma la conoscenza profonda da parte del Maestro di ricettari antichissimi e di provenienza magistrale è indiscussa. È noto invece il suo grande amore per la gente semplice, cosa che spesso lo induceva a distribuire rimedi efficacissimi dietro l’aspetto di semplici medele. Valga per tutti l’esempio del “Vinsanto di Paracelso”, amaro “preparato con le regole dell’Ars Magna”, di cui esisteva un’unica produzione di 100 bottiglie venduta direttamente dall’amministrazione della rivista; ciò ci induce a pensare, come risulta altresì dalla testimonianza di Kremmerz stesso, che fosse stato allestito e che fosse già operante un laboratorio ermetico per la creazione di medicine specifiche.

vedi “Commentarium” 

Documento - Giuliano Kremmerz

D’altro canto, essendo La Medicina Ermetica l’organo interno di una scuola terapeutica, non vi è nulla di strano nel fatto che questo bollettino servisse anche da veicolo per la diffusione di ricette di medicina ermetica. In coda al terzo numero viene data, ad esempio, una ricetta contro l’influenza; sembra messa lì quasi per caso, in realtà si tratta di un rimedio efficacissimo contro i mali di stagione, anche rispetto ai moderni ritrovati.

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