Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
Kremmerz – Storia – Note – Le due domande fondamentali

Kremmerz – Storia – Note – Le due domande fondamentali

GIULIANO KREMMERZ – OPERA OMNIA

Kremmerz - Giuliano Kremmerz

“Storia del Grande Oriente Egizio”

Le due domande fondamentali

– NOTE –

[1] Quando incontrò Anglisani non gli mostrò forse la bozza della prima circolare che giaceva da tempo in un cassetto, indeciso sul da farsi?

[2] Non sappiamo se accorgendosene o meno.

[3] Non si capisce perché mettere “contatto” tra virgolette, a meno che non sia stato un “contatto” astrale.

[4] Entrambi i passi sono riportati a pag. 36 de “La Pietra Angolare Miriamica”, ed. Rebis

[5] Anche qui l’autore de La Pietra Angolare Miriamica nel riportare questo passaggio a pag. 50 del libro si ostina ad usare le virgolette, e in questo caso le fa addirittura seguire da un punto interrogativo (“mani”?). Forse nessuno gli ha mai detto che esiste una gerarchia in carne e ossa, con cui si possono avere dei contatti senza virgolette e i cui membri sono regolarmente dotati di mani, anch’esse senza virgolette? Ad esempio esistono foto di Giustiniano Lebano (Gran Jerofante dell’Ordine) dove si vede chiaramente che ne ha addirittura due. Altrimenti cosa dovremmo pensare, che l’attuale Delegato Generale con cui codesto autore sostiene di essere in “contatto” non abbia delle mani ma solo delle “mani”?

[6] La lettera è riprodotta nel testo L’Ordine Egizio e la Miriam di Giuliano Kremmerz, di Ugo Cisaria, ed Rebis, a pag. 315.

[7] Il documento è parzialmente riprodotto da Cisaria (op. cit. pag. 316).

[8] Questo potrebbe giustificare in parte l’ignoranza dimostrata da chi ultimamente ha posto in dubbio la regolarità e la completezza dell’iniziazione osiridea di Verginelli e di Muciaccia, dimostrando invece in tal modo solo la aleatorietà della propria. Se non altro Coraggia ebbe almeno il buon gusto, quando scrisse a Veginelli per chiedergli un incontro, di intestare la lettera “Al Sacerdote Osirideo Vincenzo Verginelli”. Altri tempi: non ci sono più nemmeno i detrattori di una volta!

[9] A volte l’eccessivo amore per i discepoli può indurre a commettere degli errori, con cui si fa il loro male proprio quando si è convinti di fare il loro bene, soprattutto se a ciò si aggiunge quel pizzico di orgoglio che deriva dal sentirsi delle guide se non addirittura dei maestri.

[10] Dal verbo trasmettere, in latino tradere, viene tutto il senso e l’importanza della Tradizione (ciò che viene debitamente ricevuto e trasmesso secondo la Regola). Traditore è colui che deroga dalla Regola per fini personali.

[11] La potestà spetta di diritto ai Maestri Iniziatori perché se la sono conquistata col loro cammino, ma l’autorità era solo delle Alte Gerarchie del Rito Egiziano.

[12] Prassi indubbiamente suggestiva ma, come vedremo, priva di fondamento, e fu proprio di questo tradimento (andar fuori dalla Regola) di Lombardi che i suoi confratelli osiridei non riuscirono a capacitarsi, pur dovendone prendere atto.

error: