Giuliano Kremmerz - Opera Omnia
Kremmerz – Storia – Note – Vicissitudini Misraim

Kremmerz – Storia – Note – Vicissitudini Misraim

GIULIANO KREMMERZ – OPERA OMNIA

Kremmerz - Giuliano Kremmerz

“Storia del Grande Oriente Egizio”

Vicissitudini del Rito di Misraim

– NOTE –

[1] Costui era a capo di una delegazione inviata appositamente in Francia e costituita dai Fratelli Joly, Gaborria e Garcia, nonché dai suoi due fratelli carnali Marc e Joseph Bédarride. Michel Bédarride era stato investito di questa missione da Theodoric Cerbes, l’allora Sovrano Gran Maestro Assoluto di tutto il Rito, che era anche colui che lo aveva elevato al 90° grado e gliene aveva trasmesso i segreti.

[2] Il Grande Oriente di Francia impartiva i gradi di Apprendista, Compagno e Maestro, quelli che costituiscono sempre e dovunque la base di qualsivoglia struttura massonica e per questo son detti formare la cosiddetta “Massoneria universale”.

Il Grande Oriente di Francia si riservava peraltro di stabilire dei patti di riconoscimento reciproco con Riti di suo gradimento, all’interno dei quali, dall’atto del riconoscimento in poi, sarebbero stati praticati solo i gradi successivi a quello di Maestro.

In ossequio al patto di riconoscimento, che in genere comportava un cospicuo afflusso di Fratelli, quel Rito accettava di far entrare nei propri ranghi solo Maestri massoni provenienti dal Grande Oriente di Francia. Un patto di reciprocità dunque, col quale ogni Rito rinunciava al proprio diritto sovrano di poter iniziare direttamente dei profani ai gradi di Apprendista, Compagno e Maestro ma soprattutto, cosa che poteva rappresentare un serio problema, di istruirli e farli crescere massonicamente nel modo che riteneva migliore.

Il Rito di Misraim, anche se ciò significò una minore affluenza fra i suoi ranghi, fu sempre riluttante a questa prassi poiché ciò avrebbe significato inevitabilmente accettare delle persone le cui idee, soprattutto dopo la rivoluzione francese, quasi sempre erano già state contaminate da ideali democratici ed egualitari che venivano inculcati con particolare fervore ai neofiti nelle Logge del Grande Oriente di Francia. Tali ideali, pur essendo oggi come allora il fondamento più prezioso di ogni forma di vita civile, sono nondimeno contrari all’essenza stessa di qualsivoglia cammino iniziatico. Confondere i principi che reggono i due ambiti e portare nell’uno ciò che deve essere debitamente riservato all’altro, dà luogo a fraintendimenti incresciosi e ad errori molto difficili da debellare se ciò non viene fatto fin dall’inizio, a cominciare dall’atto di ingresso nella via iniziatica.

Dei pericoli e delle incomprensioni cui va incontro chi voglia usare i criteri della vita politica profana nel proprio cammino iniziatico, parla magistralmente Ottaviano nella famosa lettera in cui prende definitivamente le distanze da Kremmerz e dal Commentarium: “Il diritto di non dare”.

Ciò non significa affatto che gli alti dignitari del Rito di Misraim in politica fossero a favore degli assolutismi, anzi, combatterono sempre la tirannide e il dispotismo in tutte le loro forme, fascismo compreso.

“Libertà” era la loro divisa.

[3] Anche se allora egli ricopriva soltanto la carica di Maestro Venerabile della Loggia “I Trinosofi” all’obbedienza del Grande Oriente di Francia, da lì a qualche anno Ragon sarebbe divenuto una delle figure più importanti e prestigiose della massoneria francese, nonché uno degli autori massonici più celebrati.

[4] Per facilitare la diffusione del Rito, non fu mai ostacolata l’appartenenza anche a Logge di altre obbedienze, anzi.

[5] Esattamente come i membri del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato devono obbedienza al loro Sovrano Gran Commendatore, benché egli sia un 33° proprio come loro.

[6] Da rimarcare che tutti e tre, sia Joly, che Gaborria e Garcia, solo quattro giorni prima avevano votato contro questa proposta, dal momento che le quattro palle nere erano una di Ragon e le altre dei suoi tre Fratelli di Loggia, Meallet, Heinkelbein e Decollet, che assieme a lui avevano avanzato la proposta. E questo è Ragon stesso a dircelo.

[7] Ragion aveva pienamente ragione e se avesse scritto: “Questa anomalia, tutta iniziatica, ricorda il diritto divino”, allora la sua frase sarebbe stata perfetta! Mai confondere il sacro col profano, cosa che evidentemente Ragon faceva non essendo in grado di comprendere di che natura fosse il “potere in atto” demandato a Michel Bedarride e da lui esercitato.

[8] Così, con un semplice atto di orgoglio, nascono i rami spuri ed irregolari, che da fuori è quasi impossibile distinguere dai rami autentici. Solo chi è addentro alle più intime regole dell’associazione e alle sue dinamiche iniziatiche, può distinguere il grano dal loglio senza farsi ingannare dalle apparenze cartacee. Non può essere certamente la detenzione di alcuni documenti od oggetti inerenti alla carica un tempo regolarmente svolta a fare la differenza, ma può esserlo solo l’effettivo possesso del sapere iniziatico e la corrispondente potestà spirituale. Come si vede, la storia si ripete sempre.

[9] A seguito di questo fallimento, Ragon prese definitivamente le distanze dal Rito di Misraim. Nelle opere che scriverà successivamente si dimostrerà spesso critico nei suoi confronti, condannandone sempre l’assolutismo amministrativo ma  riconoscendogli anche di essere incontestabilmente il depositario di un reale sapere iniziatico. Benché a Ragon di codesto sapere ne fosse giunta solo una piccolissima parte, essa gli fu sufficiente per renderlo consapevole di quanto il Rito Egiziano svettasse per reale conoscenza ermetica rispetto a tutti gli altri Riti.

[10] Societas Rosicruciana In Anglia.

[11] Chi ama navigare in internet potrà agevolmente consultare i siti di molti riti massonici egizianeggianti, che oggi prendono indifferentemente il nome di Misraim, Memphis, Misraim e Memphis o Memphis e Misraim, e valutare da sé, se possiede un minimo di capacità di discernimento, quanto fumo venga venduto per ottimo arrosto. 

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